giovedì 11 marzo 2010
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Riduci Blog "a casa di Cornelio"
Autore: Patrizia Creato: 10/12/2008 14.35
il luogo dove Dio ti precede

Da Patrizia il 19/07/2009 15.35

L’uomo che cammina
è quel folle
che pensa che si possa assaporare
una vita così abbondante
da inghiottire perfino la morte.

Coloro che ne seguono le orme
e credono che si possa restare eternamente vivi
nella trasparenza di una parola d'amore,
senza mai smarrire il respiro, costoro
sono forzatamente considerati matti.

Da Patrizia il 19/07/2009 15.25

E' mia preghiera e desiderio che le nostre vite finiscano insieme - desiderio che non sparirà mai dalla faccia della terra e che fino alla fine dei tempi vivrà nel cuore di ogni sposa innamorata; quel desiderio avrà il mio nome.
Ma se la vita di uno di noi dovrà per prima arrivare alla sua fine, è mia preghiera che quella vita sia la mia; perché lui è forte, mentre io sono debole, perché io non gli sono indispensabile tanto quanto lui lo è a me - la vita senza di lui non sarebbe vita; come farei a sopportarla? Anche questa mia preghiera è immortale e fino a quando che la mia razza si perpetuerà non smetterà di essere pronunciata. Io sono la prima sposa che sia mai esistita e mi reincarnerò in tutte le spose che verranno, fino all'ultima.

Alla tomba di Eva. & ... Leggi tutto »

Da Patrizia il 19/07/2009 15.15

 

Finché quella donna del Rijksmuseum
nel silenzio dipinto e in raccoglimento
giorno dopo giorno versa
il latte dalla brocca nella scodella,
il Mondo non merita
la fine del mondo.

Wislawa Szymborska, dal libro Leggi tutto »

Da Patrizia il 15/07/2009 20.21

Nel parco di un manicomio
incontrai un giovane
dal volto pallido e bello e trasognato.

Sedetti accanto a lui sulla panchina
e chiesi
"Perché sei qui?"

Mi guardò con occhi attoniti
e disse:
"E' una domanda poco opportuna, la tua,
comunque risponderò.
Mio padre voleva fare di me una copia
di se stesso, e così mio zio.
Mia madre vedeva in me l'immagine
del suo illustre genitore.
Mia sorella mi esibiva il marito
marinaio
come il perfetto esempio da seguire.
Mio fratello riteneva che dovessi essere
identico a lui:
un bravissimo atleta.

E anche i m ... Leggi tutto »

Da Patrizia il 12/07/2009 10.16

Una delle poche cose per le quali valga la pena di vivere è la costruzione di se stessi come un vero essere umano. Nascere uomini è qualcosa che a tutti noi tocca come condizione gratuita. Usciamo da un ventre materno senza aver fatto nulla. Il nostro concepimento non è un atto di volontà. Ma il concepimento e il parto ci consegnano alla vita come evento biologico, biomeccanico. Fare di noi qualcos'altro, diventare quell'essere umano che è stato fondato dal processo di liberazione, è il capolavoro a cui l'uomo dovrebbe dedicare tutta la propria vita. Produr ... Leggi tutto »

Da Patrizia il 11/07/2009 10.00

Oh, come sono permeabili le frontiere umane!
Quante nuvole vi scorrono sopra impunemente,
quanta sabbia del deserto passa da un paese all’altro,
quanti ciottoli di montagna rotolano su terre altrui
con provocanti saltelli!

Devo menzionare qui uno a uno gli uccelli che trasvolano,
o che si posano sulla sbarra abbassata?
Foss’anche un passero – la sua coda è già al ... Leggi tutto »

Da Patrizia il 10/07/2009 20.15

Se io fossi un prete, io, nei miei sermoni,
non parlerei di Dio né del Peccato
- ancor meno dell’Angelo Ribelle
e del fascino delle sue seduzioni,

non citerei santi e profeti:
nulla delle loro celestiali promesse
o delle loro terribili maledizioni…
Se io fossi un prete, io, citerei i poeti,

pregherei i loro versi, i più belli,
di quelli che dall’infanzia mi hanno cullato
e potessero alcuni essere miei!
... Leggi tutto »

Da Patrizia il 10/07/2009 9.01

Un uomo potrebbe, se possedesse la vera saggezza,
godere dell’intero spettacolo del mondo da una sedia,
senza saper leggere, senza parlare con nessuno,
solo con l’uso dei sensi e con un’anima
incapace di essere triste.

Fernando Pessoa

Da Patrizia il 08/07/2009 20.03

 

La gente nasce
esce dall’uovo-terra
esce dalla mamma.
La gente cresce
gioca nell’erba, parla,
si ammala, guarisce.
La gente cambia
guarda, arrosisce
manda baci, dà baci.
La gente si unisce
lavora, capisce, non capisce
cerca di esser felice.
La gente fa figli
o non fa figli
tenta qualcosa, riesce, non riesce.
La gente invecchia
ricorda, si ri ... Leggi tutto »

Da Patrizia il 05/07/2009 19.38

Hai detto:” per altre terre andrò, per altro mare.
Altra città, più amabile di questa, dove
Ogni mio sforzo è votato al fallimento
Dove il mio cuore come un morto sta sepolto
Ci sarà pure. Fino a quando patirò questa mia inerzia?
Dei lunghi anni, se mi guardo intorno,
della mia vita consumata qui, non vedo
che nere macerie e solitudine e rovina.

Non troverai altro luogo, non troverai altro mare.
La città ti verrà dietro. Andrai vagando
Per le stesse strade. Invecchierai nello stesso quartiere.
Imbiancherai in queste stesse case. Sempre
Farai capo a questa città. Alt ... Leggi tutto »

Da Patrizia il 04/07/2009 10.06

Nulla è in regalo, tutto è in prestito.
Sono indebitata fino al collo.
Sarò costretta a pagare per me
con me stessa,
a rendere la vita in cambio della vita.

È così che stanno le cose,
il cuore va reso
e il fegato va reso
e ogni singolo dito.

È troppo tardi per impugnare il contratto.
Quanto devo
mi sarà tolto con la pelle. Leggi tutto »

Da Patrizia il 30/06/2009 21.24

 

E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole e un viavai frenetico.

Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea!

Cos ... Leggi tutto »

Da Patrizia il 29/06/2009 22.34

Gli uomini hanno paura delle donne. È una paura che viene da lontano, da lontano quanto la loro vita. È una paura avvertita sin dal primo giorno, e non è solo paura del corpo, del volto e del cuore della donna, ma anche paura della vita e paura di Dio. Poiché tutti e tre son vicini: la donna, la vita e Dio. Cos'è una donna? Nessuno sa rispondere a questa domanda, neanche Dio, che pur le conosce per esser stato generato da loro, nutrito da loro, cullato da loro, vegliato e consolato da loro. Le donne non sono Dio. Le donne non sono esattamente Dio. Manca loro molto poco per esserlo. Manca loro molto meno che all'uomo. Le donne sono la vita, in quanto la vita è più vicina al riso di Dio. Le donne hanno la custodia della vita durante l'assenza di Dio, a loro è affidato il sentimento limpido della vita effimera, la sensazione fondamentale della vita eterna. E gli uomini, non ... Leggi tutto »

Da Patrizia il 28/06/2009 21.58

Perché reggono l’intero peso.
Perché sanno tenersi su appoggi e appigli minimi.
Perché sanno correre sugli scogli e neanche i cavalli lo sanno fare.
Perché portano via.
Perché sono la parte più prigioniera di un corpo incarcerato. E chi esce dopo molti anni deve imparare di nuovo a camminare in linea retta.
Perché sanno saltare, e non è colpa loro se più in alto nello scheletro non ci sono ali.
Perché sanno piantarsi nel mezzo delle strade come muli e fare una siepe davanti al cancello di una fab ... Leggi tutto »

Da Patrizia il 24/06/2009 10.36

 

Da Patrizia il 23/06/2009 22.00

L’anima la si ha ogni tanto.
Nessuno la ha di continuo
e per sempre.

Giorno dopo giorno,
anno dopo anno
possono passare senza di lei.

A volte
nidifica un pò più a lungo
sole in estasi e paure dell’infanzia.
A volte solo nello stupore
dell’essere vecchi.

Di rado ci da una mano
in occupazioni fat ... Leggi tutto »

Da Patrizia il 21/06/2009 9.04



Tu presti fede
a quel che senti dire.
Ma dovresti credere
a quanto non viene detto:
il silenzio dell'uomo
si accosta alla verità
più della sua parola.

Kahil Gibran, dal libro Le ... Leggi tutto »

Da Patrizia il 21/06/2009 8.59

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Dicono che San Francesco - che amo molto - predicava ai pesci e agli uccelli. Se la leggenda è vera, immagino che i pesci e gli uccelli, ascoltando la predica del santo ridevano. O sorridevano discretamente per non offenderlo. Infatti non si può fare prediche a esseri perfetti. Le si fa ad esseri imperfetti perché diventino perfetti. Ma si dà il caso che pesci e uccelli sono perfetti, felici di quello che sono. I pesci non vogliono essere uccelli; gli ucc ... Leggi tutto »

Da Patrizia il 20/06/2009 23.45

Anima mia, canta e cammina
e anche tu, o fedele, chissà di quale fede:
oppure tu, uomo di nessuna fede:
cammineremo insieme
e l'arida valle si metterà a fiorire.
Qualcuno, colui che tutti cerchiamo,
ci camminerà accanto.


Davide Maria Turoldo

Da Patrizia il 20/06/2009 12.48

La verità è ciò che arde.
La verità non è tanto nella parola
ma negli occhi, nelle mani
e nel silenzio.
La verità sono occhi e mani
che ardono in silenzio.


Christian Bobin, dal libro Presenze

Presenze di Christian Bobin. Una sofferta esperienza biografica, un continuo interrogarsi sul come essere e rimanere uomini.
Nota introduttiva di Lorenzo Gobbi. Traduzione di Guido Dotti. pp. 80, Perosini Editore
http://www.perosinieditore.it/index.htm

Da Patrizia il 19/06/2009 11.15

Per ogni cosa c'è il suo momento,
il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.

C'è un tempo per nascere e un tempo per morire, un
tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.

Un tempo per uccidere e un tempo per guarire, un
tempo per demolire e un tempo per costruire.

Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.

Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.

Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.

Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per t ...
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Da Patrizia il 19/06/2009 11.07

È una gran fortuna
non sapere esattamente
in che mondo si vive.

Bisognerebbe
esistere molto a lungo,
decisamente più a lungo
del mondo stesso.

Conoscere altri mondi,
non fosse che per un confronto.

Elevarsi al di sopra del corpo
che non sa fare nulla così bene
come limitare
e creare difficoltà.

Nell'interesse della ricerca,
chiarezza dell' ... Leggi tutto »

Da Patrizia il 18/06/2009 8.58

Nino 02

Nulla sappiamo di questo svanire
che non accade a noi. Non abbiamo ragioni
- ammirazione, odio oppure amore -
da mostrare alla morte la cui bocca una maschera
di tragico lamento stranamente sfigura.

Molte parti ha per noi ancora il mondo. Fino a quando
ci domandiamo se la nostra parte piaccia,
recita anche la morte, benché spiaccia.

Ma quando te ne andasti, un raggio di realtà
irruppe ... Leggi tutto »

Da Patrizia il 18/06/2009 8.37

Non vivere su questa terra
come un estraneo
o come un turista nella natura.

Vivi in questo mondo
come nella casa di tuo padre:
credi al grano, alla terra, al mare
ma prima di tutto credi all’uomo.

Ama le nuvole, le macchine, i libri
ma prima di tutto ama l’uomo.
Senti la tristezza del ramo che secca
dell’astro che si spegne
dell’animale ferito che rantola
ma prima di tutto
senti la tristezza e il dolore dell’uomo.

Ti diano gioia tutti i beni della terra
l’ombra e la luce ti diano gioia
le quattro stagioni ti diano gioia
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Da Patrizia il 18/06/2009 8.35

DSC05579

Alcuni osservano la domenica andando in chiesa –
io la osservo, restando a casa –
con un bobolink per corista –
e un frutteto, per cupola -

Alcuni osservano la domenica con paramenti –
io mi metto solo le ali –
e anziché suonare la campana per la funzione
il nostro piccolo sacrestano - canta.

Dio predica, un religioso di fama -
e il sermone non è mai lungo,
sicché inve ... Leggi tutto »

Da Patrizia il 16/06/2009 11.35

Amare e morire derivano dallo stesso sapere, vanno di pari passo. Si tratta di due bagliori che formano un unico fuoco, ed è probabilmente per questo che amiamo così poco, così male: bisognerebbe che acconsentissimo alla nostra disfatta. Occorrerebbe perdere e rinunciare a tutto, anche ai guadagni di tale perdita. Soltanto con l'amore - la delicatezza d'una mano, la lentezza di una voce o il tormento d'uno sguardo - ogni cosa, tutto, ritrova il suo posto nel centro deperibile di se stessa: l'eternità è la parte più friabile del corpo.[...] E' nell'abbandono che diventiamo principi, e nel fulgore di morire che scopriamo il più nobile fulgore dell'amore.

Christian Bobin, dal libro L'ottavo giorno della settimana, edizione Servitium 2008 Leggi tutto »

Da Patrizia il 15/06/2009 23.18

Se in seguito a qualche sconvolgimento interiore, io finissi col perdere una dopo l’altra la mia fede in Cristo, la mia fede in un Dio personale, la mia fede nello Spirito, penso che continuerei invincibilmente a credere nel Mondo. In ultima analisi la prima, l’ultima e la sola cosa in cui credo è il Mondo (il suo valore, la sua bontà, la sua indefettibilità). È da questa fede che traggo la vita. Ed è a questa fede che – lo sento – al momento di morire, mi abbandonerò al di sopra di tutti i dubbi.

Pierre Teilhard de Chardin, da Comment je crois< ... Leggi tutto »

Da Patrizia il 15/06/2009 14.37

Non ce l’ho con la primavera
perché è tornata.
Non la incolpo
perché adempie come ogni anno
ai suoi doveri.

Capisco che la mia tristezza
non fermerà il verde.
Il filo d’erba, se oscilla,
è solo al vento.

Non mi fa soffrire
che gli isolotti di ontani sulle acque
abbiano di nuovo con che stormire.

Prendo atto
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Da Patrizia il 15/06/2009 14.32

 

Quando sarà emigrante presso di te un emigrante nella vostra terra:
non lo opprimerete

come un nativo da voi sarà per voi l’emigrante
che è emigrato presso di voi
e amerai lui come te stesso poiché emigranti foste in terra di Egitto

Levitico 15,33-34
(traduzione di ... Leggi tutto »

Da Patrizia il 15/06/2009 14.28

 

Avevo una scatola di colori
brillanti, decisi, vivi.
Avevo una scatola di colori,
alcuni caldi, altri molto freddi.
Non avevo il rosso
per il sangue dei feriti.
Non avevo il nero
per il pianto degli orfani.
Non avevo il bianco
per le mani e il volto dei morti.
Non avevo il giallo
per la sabbia ardente,
ma avevo l’arancio
per la gioia della vita,
e il verde per i germogli e i ni ... Leggi tutto »

Da Patrizia il 11/06/2009 19.19

 

Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.

Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.

Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tem ... Leggi tutto »

Da Patrizia il 27/04/2009 12.19

     Qualche giorno fa, uno dei maggiori editori italiani mi ha detto che gli unici libri che oggi, in Italia, abbiano un pubblico sicuro, sono quelli di argomento religioso. Mi duole moltissimo che proprio ora si concluda, col numero 96, la collana: Basilio di Cesarea, Frate Ivo, Anastasio Sinaita, Riccardo di san Vittore, Pietro il Venerabile, Efrem il Siro, Simone Studita, Macario l’Egiziano, Aelredo di Rievaulx, Teodoro di Mopsuestia, Baldovino di Ford, Sergio di Reshayna: testi di trentadue o quaranta pagine, a buon prezzo, ben tradotti e con prefazioni scrupolose, usciti dalla laboriosa officina della comunità di Bose. Tra gli ultimissimi vorrei ricordare Nella Scrittura è il regno dei cieli di Nilo di Ancira: un monaco di Ankara, vissuto tra il quarto e il quinto secolo discepoli di Giovanni Crisostomo. Aggiungo uno dei più grandi scrittori cristiani, Isacco di Ninive, nato nell’attuale ... Leggi tutto »

Da Patrizia il 22/04/2009 11.57

 

Da Patrizia il 13/04/2009 8.55

Coraggio, gente!
La Pasqua ci dice
che la nostra storia ha un senso,
e non è un mazzo di inutili sussulti.
Che quelli che stiamo percorrendo
non sono sentieri ininterrotti.
Che la nostra esistenza personale
non è sospesa nel vuoto
né consiste in uno spettacolo senza rete.
Precipitiamo in Dio.
In lui viviamo,
ci muoviamo ed esistiamo.
Coraggio, gente!
La Pasqua vi prosciughi
i ristagni di disperazione
sedimentati nel cuore.
E, insieme al coraggio di esistere,
vi ridia la voglia di camminare.


Mons. Tonino Bello

Da Patrizia il 10/04/2009 20.20

Ci impegniamo
 senza giudicare chi non s'impegna,
 senza accusare chi non s'impegna,
 senza condannare chi non s'impegna,
 senza disimpegnarci perché altri non s'impegnano.
 Ci impegniamo
 perché  non potremmo non impegnarci.
 C'è qualcuno o qualche cosa in noi,
 un istinto, una ragione, una vocazione, una grazia, più forte di noi stessi.
 
 Ci impegniamo
 per trovare un senso alla vita,
 a questa vita, alla nostra vita,
 una ragione che non sia una delle tante ragioni,
 che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore.
 Si vive una sola volta
 e non vogliamo essere "giocati& ... Leggi tutto »

Da Patrizia il 25/02/2009 14.13

 

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Da Patrizia il 21/02/2009 17.48

Ho bisogno di un piacere. Un piacere personale. Ho bisogno che qualcuno mi faccia un decreto, magari in tre giorni come va di moda adesso. Vorrei un decreto che obblighi lo Stato e le amministrazioni comunali a somministrare idratazione e nutrimento ai barboni. No, perché ne è morto un altro e solo a Milano dall'inizio dell'anno fanno otto. Otto persone non sono poche. No, perché, sa, stiamo tanto a parlare della vita, a difendere la vita ai moribondi e poi ci crepano sotto gli occhi quelli vivi e vegeti e non facciamo un plissé. Ecco, sono sicura che i barboni gradirebbero una bella flebo di branzino... pagata dalla Asl magari...
Ma come mai i clochard non interessano a nessuno? È perché tanto non votano? Oppure la vita loro vale meno? Probabilmente sì, visto che ogni due per tre gli diamo fuoco. Che può essere un modo per risolvere il problema, per carità... È partita sta moda qua ... Leggi tutto »

Da Patrizia il 18/02/2009 9.42

 

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, ... Leggi tutto »

Da Patrizia il 16/02/2009 15.10

  “C’è un tempo per tacere e un tempo per parlare” ammoniva Qohelet, così come “c’è un tempo per nascere e un tempo per morire; un tempo per uccidere e un tempo per guarire...”. Veniamo da settimane in cui questa antica sapienza umana – prima ancora che biblica – è parsa dimenticata: anche tra i pochi che parlavano per invocare il silenzio v’era chi sembrava mosso più che altro dal desiderio di far tacere quanti la pensavano diversamente da lui. Soprattutto si è avuto l’impressione che l’insieme della nostra società non avesse certezze condivise sulla scansione dei diversi “tempi” e sul significato dei diversi verbi usati da Qohelet a indicare lo scorrere dell’esistenza umana: quando è “tempo” per questo o per quell’altro ... Leggi tutto »

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