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Patrizia
16/06/2009 11.35
Amare e morire derivano dallo stesso sapere, vanno di pari passo. Si tratta di due bagliori che formano un unico fuoco, ed è probabilmente per questo che amiamo così poco, così male: bisognerebbe che acconsentissimo alla nostra disfatta. Occorrerebbe perdere e rinunciare a tutto, anche ai guadagni di tale perdita. Soltanto con l'amore - la delicatezza d'una mano, la lentezza di una voce o il tormento d'uno sguardo - ogni cosa, tutto, ritrova il suo posto nel centro deperibile di se stessa: l'eternità è la parte più friabile del corpo.[...] E' nell'abbandono che diventiamo principi, e nel fulgore di morire che scopriamo il più nobile fulgore dell'amore.
Christian Bobin, dal libro L'ottavo giorno della settimana, edizione Servitium 2008
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