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Riduci Blog "a casa di Cornelio"

Inviato da: Patrizia
19/07/2009 15.35

L’uomo che cammina
è quel folle
che pensa che si possa assaporare
una vita così abbondante
da inghiottire perfino la morte.

Coloro che ne seguono le orme
e credono che si possa restare eternamente vivi
nella trasparenza di una parola d'amore,
senza mai smarrire il respiro, costoro
sono forzatamente considerati matti.

“Cammina. Senza sosta cammina. Va qui e poi là. Trascorre la propria vita su circa sessanta chilometri di lunghezza, trenta di larghezza. E cammina. Senza sosta. Si direbbe che il riposo gli è vietato”.

“Se ne va a capo scoperto. La morte, il vento, l’ingiuria: tutto riceve in faccia, senza mai rallentare il passo. Si direbbe che ciò che lo tormenta è nulla rispetto a ciò che egli spera. Che la morte è nulla più di un vento di sabbia. Che vivere è come il suo cammino: senza fine”.

“Quello che sostengono è inaccettabile. La loro parola è folle e tuttavia cosa valgono altre parole, tutte le altre parole pronunciate dalla notte dei secoli? Cos'è parlare? Cos'è amare? Come credere e come non credere?
Forse non abbiamo mai avuto altra scelta che tra una parola folle e una parola vana”.

L'uomo che cammina di Christian Bobin, un libro che parla di Cristo senza mai nominarlo e che quindi parla inequivocabilmente di Lui, ma allo stesso tempo di ognuno di noi.
Christian Bobin è nato nel 1951 a Le Creusot (Borgogna). Poeta apprezzato per la lievità della scrittura e la profondità delle tematiche, ha ricevuto in Francia diversi premi letterari. In italiano ha finora pubblicato Francesco e l’Infinitamente Piccolo (San Paolo 1994), La donna che sarà (Archinto 1995), Più viva che mai (San Paolo 1998).

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1 commenti...

Re: L'uomo che cammina

Ho letto i messaggi presenti sul blog , molte poesie le conoscevo altre sono state una spendida scoperta.Come ringraziamento ne aggiungo altre due, una di Erri De Luca che si intitola "Due" ed un'altra di Antonio Machado.
Un saluto,Claudio Cerretti.
"DUE"
Quando saremo due saremo veglia e sonno,
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo,
saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,
come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono i piedi, gli occhi, i reni,
come i tempi del battito
i colpi del respiro.
Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.
Quando saremo due, nessuno sarà uno,
uno sarà l'uguale di nessuno
e l'unità consisterà nel due.
Quando saremo due
cambierà nome pure l'universo
diventerà diverso.

"Viaggiatore"

Viaggiatore,
sono le tue orme
la strada, nient’altro;
Viaggiatore,
non esiste un sentiero,
la strada la fai tu andando.
Mentre vai si fa la strada
e voltandoti
vedrai il sentiero che mai
più calpesterai.
Viaggiatore,
non esiste una strada,
ma solo scie nel mare.

Da claudio a   05/10/2009 10.41

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