L’uomo che cammina
è quel folle
che pensa che si possa assaporare
una vita così abbondante
da inghiottire perfino la morte.
Coloro che ne seguono le orme
e credono che si possa restare eternamente vivi
nella trasparenza di una parola d'amore,
senza mai smarrire il respiro, costoro
sono forzatamente considerati matti.
“Cammina. Senza sosta cammina. Va qui e poi là. Trascorre la propria vita su circa sessanta chilometri di lunghezza, trenta di larghezza. E cammina. Senza sosta. Si direbbe che il riposo gli è vietato”.
“Se ne va a capo scoperto. La morte, il vento, l’ingiuria: tutto riceve in faccia, senza mai rallentare il passo. Si direbbe che ciò che lo tormenta è nulla rispetto a ciò che egli spera. Che la morte è nulla più di un vento di sabbia. Che vivere è come il suo cammino: senza fine”.
“Quello che sostengono è inaccettabile. La loro parola è folle e tuttavia cosa valgono altre parole, tutte le altre parole pronunciate dalla notte dei secoli? Cos'è parlare? Cos'è amare? Come credere e come non credere?
Forse non abbiamo mai avuto altra scelta che tra una parola folle e una parola vana”.
L'uomo che cammina di Christian Bobin, un libro che parla di Cristo senza mai nominarlo e che quindi parla inequivocabilmente di Lui, ma allo stesso tempo di ognuno di noi.
Christian Bobin è nato nel 1951 a Le Creusot (Borgogna). Poeta apprezzato per la lievità della scrittura e la profondità delle tematiche, ha ricevuto in Francia diversi premi letterari. In italiano ha finora pubblicato Francesco e l’Infinitamente Piccolo (San Paolo 1994), La donna che sarà (Archinto 1995), Più viva che mai (San Paolo 1998).