giovedì 11 marzo 2010
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Riduci Omelie
III DOMENICA DI QUARESIMA - domenica 7 marzo 2010

(Es 3,18.13-15; 1Cor 10,1-6.10-12; Lc 13,1-9)

Accorgersi…

 

     Oltre il comune modo di leggere le cose. In guardia dal rischio di fallire la partita più importante: quella della vita. Racchiuderei così la ricchezza che promana da questa liturgia della Parola.

   Erano andati a raccontargli di quei galilei che Pilato aveva fatto uccidere. Probabilmente si sarebbero attesi da lui un gesto profetico di protesta: dopo tutto era anch’egli un galileo e, peraltro, quella sommossa era stata sedata col sangue proprio nel luogo più sacro, il tempio.

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ESEQUIE GIANNI MAZZUCCHELLI - venerdì 5 marzo 2010

(Gv 13,1-13)

Sapendo…

 

     Questa liturgia esequiale è senz’altro segnata dal dolore come accade per ogni persona cara che chiude definitivamente un contatto fisico con noi. E, tuttavia, essa è come attraversata da una speranza: quella di sapere che anche se fisicamente non gioiremo più della presenza di Gianni, non per questo egli è assente. La nostra fede ci attesta, infatti, che la comunione con i nostri cari non cessa: essa acquista una diversa modalità di espressione ma non per questo meno vera e reale.

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II DOMENICA DI QUARESIMA - domenica 28 febbraio 2010

(Gen 15,5-12.17-18; Fil 3,17-4,1; Lc 9,28-36)

Il chiaroscuro…

 

    A tema, quest’oggi, il chiaroscuro, quella dimensione dell’esistenza in cui facciamo fatica a districarci presi come siamo dalla difficoltà a tenere insieme il chiaro e lo scuro, la luce e la tenebra, appunto.  Le avvertiamo come dimensioni tra loro contrastanti. E per questo ci attraversa non di rado il desiderio ingannevole di una fede che finalmente ci risparmi le contraddizioni delle nostre giornate, gli aspetti più prosaici e avvilenti, una fede che una volta per tutte sciolga l’intricato groviglio dei contrasti e dei contrari. Chi di noi non è stato almeno una volta attraversato da un simile desiderio?

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I DOMENICA DI QUARESIMA - domenica 21 febbraio 2010

(Dt 26,4-10; Rm 10,8-13; Lc 4,1-13)

Interroga la tua storia…

 

    Anche su di noi è sceso lo Spirito. Anche noi siamo stati battezzati. Anche noi amati come figli. Eppure anche noi sospinti nel deserto. Figli amati, eppure sempre confrontati con il vuoto e con la lotta. Sempre tentati di perseguire progetti a nostra misura.

    Ci è promessa una terra e invece troviamo il deserto. Sarà poi quella che abbiamo intrapreso la via che conduce alla terra della promessa? C’è davvero una terra della promessa?

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MERCOLEDI' DELLE CENERI - mercoledì 17 febbraio 2010

(Gl 2,12-18; 2Cor 5,20-6,2; Mt 6,1-6.16-18)

Cambiare…

 

    Non c’è realtà e non c’è un tempo che non porti con sé il bisogno di un cambiamento: nella società e nella chiesa, sul piano delle istituzioni come su quello dei singoli individui.

    A spingere verso nuove direzioni e alla ricerca di altre vie è l’esaurimento di ideali forti e di criteri di comportamento ritenuti validi e indispensabili fino a non molto tempo fa. È come se avvertissimo che è venuta meno una vera e propria visione del mondo e dei rapporti tra gli umani.

     Come fare per cambiare? O, ancor prima, è possibile cambiare?

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VI DOMENICA DEL T.O. - domenica 14 febbraio 2010

(Ger 17, 5-8; 1Cor 15, 12.16-20; Lc 6, 17.20-26)

Beati, qui, ora…

 

      Sulla tua parola… così abbiamo risuonato con Pietro alla proposta del Maestro di fidarci di ciò che ci chiedeva contro ogni criterio di plausibilità. Anche noi, insieme a Pietro, ci siamo sentiti di aprire un credito di fiducia con quell’uomo che poco o tanto ha segnato la vita di quanti siamo qui ora. Ciascuno lo ha fatto dalla sua particolare condizione di vita. Proprio come quei discepoli che Gesù aveva davanti a sé quel giorno in quel luogo pianeggiante.  Già. Interessante l’indicazione del luogo: non è la montagna come in Mt, quasi luogo per eletti, ma la pianura, luogo dove ferve la mischia, dove si è contatto con i problemi reali. Un luogo pianeggiante capace di ospitare ancora una volta la folla numerosa che continuava a rincorrerlo.

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Esequie sr. Teresa Moro (Suore Dmenicane di Pietra Ligure) - sabato 13 febbraio 2010

      Stavano per sopraggiungere i secondi Vespri della memoria liturgica della B. V. Maria di Lourdes quando sr. Teresa ci ha lasciato. In punta di piedi: in quell’istante, infatti, nessuna delle sorelle era presente, esse che pure l’hanno assistita fino alla fine giorno e notte con generosità e premura.

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V DOMENICA DEL T.O. - domenica 7 febbraio 2010

(Is 6,1-2a.3-8; 1Cor 15,1-11; Lc 5,1-11)

La questione di fiducia…

 

    Davvero singolare l’immagine con cui si apre la pagina evangelica di questa domenica: un popolo che si accalca, non già per brandire chissà quale patrimonio o bene di consumo quanto piuttosto per non restare privo di una parola altra rispetto alle solite cui era abituato.

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IV DOMENICA DEL T.O. - domenica 31 gennaio 2010

(Ger 1,4-5.17-19; 1Cor 12,31-13,13; Lc 4,21-30)

Prigionieri della diffidenza…

 

     Li aveva sconvolti. Mc dirà addirittura che li aveva scandalizzati. Come dargli torto del resto? La pretesa era davvero fuori luogo: lui, che fino a qualche giorno prima aveva vissuto in mezzo a loro, era il Messia? Da non credere. Appunto.

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GIOVEDÌ DELLA III SETTIMANA DEL T.O. – Ritiro Sorelle Clarisse (Imperia) - giovedì 28 gennaio 2010

(2Sam 7,18-19.24-29; Mc 4,21-25)

Chi sono io?…

 

    "Chi sono io, Signore Dio, e che cos'è la mia casa, perché tu mi abbia condotto fin qui?". È  Davide, stamani, ad aiutarci a rileggere la nostra storia: chi sono io? Sarà la domanda stupita che anche Francesco si porrà alla Verna quando prenderà coscienza della sua abissale distanza di lui vilissimo verme e disutile servo da colui che invece è il dolcissimo Signore Dio.

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III DOMENICA DEL T.O. - domenica 24 gennaio 2010

(Ne 8,2-4.5-6.8-10; 1Cor 12,12-31; Lc 1,1-4;4,14-21)

Ricostruire la speranza…

 

    Quanto mai suggestiva la scena narrata dalla prima lettura. La trovo profondamente attuale. Israele è da poco ritornato dall’amara esperienza dell’esilio in Babilonia. Attorno a sé nient’altro se non desolazione: tutto è andato distrutto: il tempio, le case, le stesse istituzioni sono state rese impotenti e perciò inadatte a rispondere all’emergenza.

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ESEQUIE P. RAFFAELANGELO CALMARINI - giovedì 21 gennaio 2010

(Rm 8,31-39; Mc 3,7-12)

Tenere pronta la propria barca…

 

    Laudato sii, mi Signore, per frate Raffaelangelo,decano (anagraficamente parlando) della nostra Fraternità provinciale, per i suoi quasi 95 anni di vita, per i suoi 80 anni di vita religiosa e i 72 di sacerdozio.

      Celebrazione di commiato, quella che stiamo vivendo, ma anche celebrazione della restituzione grata per il dono di p. Raffaelangelo alla nostra Fraternità di Frati Minori Liguri e per una esistenza non segnata da  particolari eventi significativi o incarichi di rilievo ma non per questa non ricca di opere e giorni.

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II DOMENICA DEL T.O. - domenica 17 gennaio 2010

(Is 62,1-5; 1Cor 12,4-11; Gv 2,1-12)

La propria acqua per la gioia di tanti…

 

    Cana di Galilea… è il luogo nel quale ci dà oggi appuntamento la Parola.

    Cana di Galilea, in realtà, parla dell’uomo e parla di un Dio che sceglie quel luogo come luogo in cui manifestare le sue intenzioni.

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BATTESIMO DEL SIGNORE - domenica 10 gennaio 2010

(Is 40,1-5.9-11; Tt 2,11-14; 3, 4-7; Lc 3,15-16.21-22)

La via dell’umile abbassamento…

 

      Ancora una epifania. Di quelle da non cancellare dalla memoria del proprio cuore se non vogliamo travisare discorsi e immagini su Dio. Dopo quella di Dio in un bambino avvolto in fasce, dopo l’epifania di Dio in una casa davanti a uomini che da Oriente si sono messi in cammino per riconoscerlo e adorarlo, oggi l’epifania è in una immersione nella folla alle acque del Giordano. Lì il biglietto di presentazione di Dio. L’epifania nel nascondimento. O meglio: il nascondimento è epifania. Sembra quasi un ossimoro.

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EPIFANIA DEL SIGNORE - mercoledì 6 gennaio 2010

(Is 60,1-6; Ef 3,2-3.5-6,Mt 2,1-12)

Da Oriente…

 

     La domanda, il cammino e il segno.

    Se i giorni scorsi venivamo sollecitati dalla liturgia a metterci in viaggio dapprima verso Betlemme e poi verso l’in principio di ogni cosa, oggi la proposta è tanto suggestiva quanto non scontata. La meta, infatti, è ancora Betlemme, ma una Betlemme raggiunta dalla terra della nostra lontananza, quel non ben identificato Oriente di cui parla Mt.  

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II DOMENICA DI NATALE - domenica 3 gennaio 2010

(Sir 24,1-4.8-12; Ef 1,3-6.15-18; Gv 1,1-18)

Accogliere…

 

    Nell’in principio: ecco dove conduce il viaggio che oggi la liturgia ci propone. Veniamo presi per mano e condotti dalla liturgia in un viaggio a tappe, un viaggio che ha addirittura del misterioso perché ha il suo incipit nel fuori tempo - il fuori tempo di Dio - e poi per via di sconfinamenti giunge  fino ad un luogo che niente sembrerebbe abbia da spartire con il fuori tempo di Dio e lì, in una piccolissima zolla di terra, scoprire che Dio ha scelto di mettere la tenda presso un popolo, Israele, e poi la sua tenda in Gesù di Nazaret.

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MARIA MADRE DI DIO - venerdì 1 gennaio 2010

(Nm 6, 22-27; Gal 4,4-7; Lc 2,16-21)

Viaggio a Betlemme…

     L’ingresso in un nuovo anno porta sempre con sé da una parte un sentimento di gioia per quanto già vissuto e per quanto ancora desideriamo vivere, dall’altra una certa nota di tristezza, quella tipica che attraversa la conclusione di ogni festa. Gioia perché un nuovo tempo ci è dato, paura perché esso è un bene di cui non possiamo disporre a nostro piacimento fino in fondo. Il tempo come possibilità e il tempo come limite.

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MARIA MADRE DI DIO – MESSA DI FINE ANNO - giovedì 31 dicembre 2009

(Nm 6, 22-27; Gal 4,4-7; Lc 2,16-21)

Tutto è grazia…

 

Tutto è grazia… È con questa consapevolezza che ci ritroviamo qui in assemblea: tutto è grazia. E perciò vorremmo fare nostro quell’atteggiamento che Francesco d’Assisi voleva appartenesse ad ogni uomo: restituire.

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SANTA FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE - domenica 27 dicembre 2009

(1Sam 1,20-22.24-28; 1Gv 3,1-2.21-24; Lc 2, 41-52))

In cammino…

 

     Quando sono i figli a metterti in viaggio…

    Dopo aver contemplato nel Natale il Dio fatto carne la sosta quest’oggi è in una strana vicenda che vede protagonisti Gesù, Maria e Giuseppe. Se Lc non l’avesse raccontata avremmo faticato a credere che potesse essere accaduta. Il racconto di Lc, infatti, apre una sorta di spiraglio nel velo di una vita fatta di non pochi silenzi. Son passati dodici anni, dodici anni di silenzio da quando Lc ha narrato della nascita; ne passeranno ancora una ventina prima che Gesù ricompaia nel racconto.

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NATALE DEL SIGNORE – MESSA DEL GIORNO - venerdì 25 dicembre 2009

(Is 52,7-10; Sal 97; Eb 1,1-6; Gv 1,1-18)

Farsi carne…

 

    Quanti Natali alle nostre spalle. Tanti, forse, da non credere più che qualcosa di nuovo possa ancora accadere nella nostra vicenda di uomini e donne. Eppure, ancora una volta, quasi una sorta di alta marea per dirla con don Primo Mazzolari ha sospinto tanti stanotte prima e quest’oggi poi a varcare la soglia di una chiesa, tanti che abitualmente non frequentano un luogo religioso. Anche questa volta il nostro cuore è trepidante, colmo di emozione e di stupore. Un brivido ci attraversa al risentire canti antichi.

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NATALE DEL SIGNORE – MESSA NELLA NOTTE - venerdì 25 dicembre 2009

(Is 9,1-6; Tt 2,11-14; Lc 2,1-14)

Nei miei panni…

 

     Cos’è – mi chiedevo – quello che ogni anno ci porta a varcare nella notte la soglia di una chiesa o a scambiarci dei doni o a vivere un momento conviviale in famiglia o con amici? È soltanto una sorta di regressione infantile, il bisogno di fare “come se non” per rincorrere un momento di spensieratezza o non piuttosto il credito dato a un frammento di noi che ogni anno, di nuovo, ci attesta che in quello che viviamo stanotte c’è qualcosa che ha a che fare anche con la nostra personale vicenda di uomini e donne pure presi da mille preoccupazioni?

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NATALE DEL SIGNORE – MESSA NELLA VIGILIA - giovedì 24 dicembre 2009

 

(Is 62, 1-5; At 13, 16-17.22-25; Mt 1, 1-25)

Non osi separare l’uomo ciò che Dio ha congiunto…

 

    Ha un suo fascino questa messa vespertina: gioca quasi di anticipo, quello di chi non vuole perdere una occasione, quello di chi non vuole mancare ad un appuntamento. E l’appuntamento è con un Dio che arruola persone di ogni risma a preparare la strada della vita umana di suo Figlio. L’appuntamento è con un Dio che riscatta la storia di tanti, uomini e donne, che anche inconsapevolmente hanno vissuto e agito per realizzare la nascita del Dio-con-noi. L’appuntamento è poi con un Dio che non concede evasioni dalla storia: non nasce infatti in una storia composta bensì scomposta com’è quella di tutti noi. In una storia di disarmonie che, tuttavia, lette dal versante di Dio non costituiscono un impedimento alla realizzazione del suo progetto.

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LITURGIA PENITENZIALE - lunedì 21 dicembre 2009

1Cor 13,1-13

Con il cuore di Dio

Se ti accolgo la mia vita cambia…

Questa sera, lasciandoci guidare da quel bellissimo testo che è l’inno alla carità, vorremmo rivisitare la nostra vicenda di uomini e donne, alla luce di quello che nell’intenzione di Paolo è un vero e proprio elogio della diversità.

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IV DOMENICA DI AVVENTO - domenica 20 dicembre 2009

(Mi 5,1-4; Eb 10,5-10; Lc 1, 39-45)

Impenitente nella sovversione…

 

    Sa già di vigilia questa IV domenica di Avvento. E mentre il Natale del Signore ci viene incontro, vorremmo non smarrire ciò che di domenica in domenica la Parola ha deposto nella nostra bisaccia di pellegrini.

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III DOMENICA DI AVVENTO - domenica 13 dicembre 2009

(Sof 3,14-18; Fil 4,4-7; Lc 3,10-18)

Diventa ciò che sei…

 

      Due domande fanno da inclusione alla liturgia di questa III domenica di Avvento. Sono le domande dell’uomo di ogni tempo. Una di queste la ritroviamo nel vangelo sulle labbra di diverse categorie di persone: Che cosa dobbiamo fare? L’altra è da cogliere fra le righe di quel pressante invito alla gioia che percorre questa liturgia: Gioisci, figlia di Sion!... Rallegratevi nel Signore sempre, ve lo ripeto ancora: rallegratevi! Qual è questa domanda? Chi sono io?

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VENERDÌ DELLA II SETTIMANA DI AVVENTO – RITIRO CLARISSE IMPERIA - venerdì 11 dicembre 2009

(Is 48,17-19; Mt 11,16-19)

In guardia dal pretesto…

 

     Se avessi prestato attenzione…

     Una scena molto comune, quella evocata da Gesù: alcuni ragazzi giocano a ridere e a piangere. Dei musici suonano un canto lieto o un brano mesto. Ci si attenderebbe che gli spettatori interagissero. E invece no. Non gliene va bene una: di fronte a Giovanni che è più che profeta (Mt 11,9) o di fronte a Gesù che è Messia, questa generazione recalcitra proprio come farebbero dei bambini capricciosi.

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IMMACOLATA CONCEZIONE DI MARIA - martedì 8 dicembre 2009

(Gen 3,9-15.20;  Ef 1,3-6.11-12; Lc 1,26-38 )

Nulla è lasciato al caso…

 

     Dopo aver incrociato i passi di Dio nel deserto oggi ci è proposta una sosta. Sosta sulla soglia di casa di santa Maria. Invitati a stare sulla soglia per scorgere ciò che tra le pareti di quella casa di Nazaret si è dischiuso a vantaggio dell’umanità intera. Da questa soglia contemplare non solo quanto accade in Maria ma quello che esso rappresenta per ciascuno di noi. La storia di Dio, infatti, non finisce a Nazaret: quell’avvenimento è solo il “canone” di una storia che continua nelle nostre storie. Quell’avvenimento è il luogo in cui troviamo le coordinate fondamentali per comprendere come Dio continua a operare anche nella nostra vita, quand’anche essa sia intrisa di esperienze contraddittorie. Se solo accostassimo così quella parola che risuona nelle nostre assemblee!

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II DOMENICA DI AVVENTO - domenica 6 dicembre 2009

(Bar 5,1-9; Fil 1,4- 6.8-11; Lc 3,1-6)

Sillabe di Dio…

 

     Dal deserto al fiume: ecco il viaggio percorso dalla speranza. Da un uomo, Giovanni, a una comunità che avverte il bisogno di riprendere a camminare dando un senso e un orientamento nuovo ai suoi passi.

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I DOMENICA DI AVVENTO - domenica 29 novembre 2009

(Ger 33,14-16;  1Ts 3,12-4.2; Lc 21,25-28.34-36)

Scrutare…

 

     Quello che a prima vista potrebbe sembrare un messaggio catastrofico è in realtà una parola di conforto e una esortazione alla vigilanza. Una pagina tutta da decodificare e attualizzare quella evangelica non tanto per ritrovare coincidenze (i segni a cui Gesù fa riferimento sono infatti trasversali ad ogni generazione) quanto per accogliere la provocazione che essa racchiude.

     Quando il rischio è l’assolutizzazione del momento presente perdendo di vista ogni altro orizzonte…

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SAN LEONARDO DA PORTO MAURIZIO - giovedì 26 novembre 2009

Dio può, vuole, l’ha promesso e deve…

 

Vien quasi da indietreggiare di fronte a una figura della statura di S. Leonardo tanto è stato il suo desiderio di conformarsi al Cristo crocifisso. Sembra quasi una santità non alla nostra portata se solo consideriamo la nostra personale vicenda di uomini e donne. E tuttavia, a rileggere i suoi scritti, non diversa era la consapevolezza che egli aveva di sé, forse quella tipica di chi ha fatto una profonda esperienza di Dio. Scrive infatti S. Leonardo: se poi do uno sguardo al fondaccio dei miei gravissimi peccati, è un abisso senza fondo… Proprio come un giorno accadde a Isaia (ahimè, Signore Dio. Un uomo dalle labbra impure io sono) o come accadde allo stesso Francesco quando alla Verna esclama: Chi sei tu dolcissimo Iddio mio e chi sono io vilissimo verme e disutile servo tuo.

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SOLENNITÀ DI CRISTO RE - domenica 22 novembre 2009

(Dn 7,13-14; Ap 1,5-8; Gv 18,33-37)

Senza potere…

 

Lo abbiamo seguito lungo la via, facendoci compagni di cammino di quanti hanno avuto modo di incrociarne i passi. Quella strada ha misurato via via le diverse prospettive che andavano delineandosi: da una parte quella di Gesù che – per dirla con Lc 9,51 – indurisce il volto  e cammina decisamente verso Gerusalemme, dall’altra quella di quanti avrebbero voluto conoscere finalmente un riscatto grazie a lui mediante la restaurazione di un regno secondo categorie mondane.

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XXXIII DOMENICA DEL T.O. - domenica 15 novembre 2009

Dn 12,1-3;  Eb 10,11.14.18; Mc 13,24-32)

Fiduciosamente…

 

Li aveva scioccati probabilmente quando, appena prima del brano odierno, sollecitato da uno dei discepoli che si era fermato ad ammirare la bellezza e la maestosità del tempio simbolo dell’identità di un intero popolo, Gesù aveva proferito quelle parole che sono rimaste proverbiali: non resterà pietra su pietra… (Mc 13,1-2). Quelle parole avevano toccato il cuore stesso non solo della loro fede ma persino della loro identità politico-culturale. Il tempio! Ma ci pensate? Come il Crocifisso per noi in questi giorni…

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XXXII DOMENICA DEL T.O. - domenica 8 novembre 2009

(1Re 7,10-16;  Eb 9,24-28; Mc 12,38-44)

La in-utilità del cristianesimo…

 

Lo abbiamo accompagnato per diverse domeniche lungo la via, quella via nella quale si sono alternati i personaggi più vari con domande più o meno sincere. Ora il nostro itinerario volge al termine. E stranamente approda ad una esperienza che ha nulla di appariscente. La nostra attenzione, infatti, è richiamata da Gesù su una vedova perché apprendiamo, una volta di più, il suo modo di guardare le cose.

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XXXI DOMENICA DEL T.O. - TUTTI I SANTI - domenica 1 novembre 2009

(Ap 7, 2-4.9-14; 1 Gv 3, 1-5; Mt 5, 1-12)

Il futuro ha i tuoi occhi…

 

Voglio farvi una confidenza: in questi giorni, a mano a mano che pensavo a questo nostro appuntamento e a che cosa avrei potuto condividere con voi, il mio cuore trasaliva di gioia. Era come se qualcosa o qualcuno lo dilatasse. Sì, perché pensavo a questa festa di Tutti i Santi come alla festa di tutti noi: tutti santi, senza più l’articolo (Tutti i Santi). Parla di noi, infatti, questa festa; parla di Dio e parla dell’uomo. Di un Dio che ritiene l’uomo in grado di appartenergli, tanto da porre non solo su di lui il proprio sigillo ma addirittura di chiedergli di abitare nella sua carne e di prendere parte alla realizzazione di un progetto di vita e non di distruzione. Un Dio che si riconosce nell’uomo tanto da costituirlo sua immagine.

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XXX DOMENICA DEL T.O. - domenica 25 ottobre 2009

(Ger 31, 7-9; Eb 5, 1-6; Mc 10, 46-52)

Il grido degli scarti lungo la via…

 

La strada, quella che sta portando Gesù a Gerusalemme, ha visto alternarsi protagonisti i più diversi e pretese le più svariate. Su quella strada tanti hanno ritrovato la possibilità di sperare portando al Signore le proprie infermità; su quella strada Pietro ha confessato la sua fede ma poi non è stato in grado di mettersi in sintonia con il Maestro tanto da essere per lui un ostacolo lungo quella via; su quella strada si sono poi alternati i sogni di grandezza dei discepoli che pur muovendo i loro passi con il Maestro non erano capaci di condividere ciò che abitava il cuore di Gesù; su quella strada abbiamo incrociato anche la fretta dell’uomo ricco desideroso di sapere cosa fare per avere la vita e poi il suo retrocedere intristito; di nuovo su quella strada la domanda di “un posto privilegiato” dei figli di Zebedeo che non sapevano ciò che chiedevano.

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XXIX DOMENICA DEL T.O. - domenica 18 ottobre 2009

(Is 53,2.3.10-11 Sal 32 Eb 4,14-16 Mc 10,35-45)

Il profumo del vangelo …

 

Lungo quella strada che sta portando Gesù a Gerusalemme accade proprio di tutto: entusiasmo e resistenze, candidature e dinieghi. Qualcuno si tira indietro ancor prima di cominciare (cfr. l’uomo ricco della scorsa domenica) e qualcun altro pur continuando a seguirlo, in realtà è mille miglia lontano da Gesù e dal suo modo di pensare. Sarà necessario essere guariti nella propria cecità – come accadrà di lì a poco con Bartimeo – per entrare nella giusta comprensione del proprio stare alla sequela di Gesù.

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XXVIII DOMENICA DEL T.O. – INIZIO ANNO PASTORALE - domenica 11 ottobre 2009

(Sap 7,711; Eb 4,12-13; Mc 10,17-30))

Qualcosa d’altro …

 

Non gli sarà parso vero incrociare sulla sua strada il Maestro di Nazaret incamminato verso Gerusalemme. Mc annota che Gesù stava uscendo per mettersi in viaggio. Un viaggio con una meta ben precisa: fare dono della propria esistenza per amore dei fratelli.

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XXVIII DOMENICA DEL T.O. – INIZIO MINISTERO A PIETRA LIGURE (SV) - sabato 10 ottobre 2009

(Sap 7,711; Eb 4,12-13; Mc 10,17-30))

Le persone prima delle cose …

 

È poco più di un mese che sono in questa nostra comunità del Soccorso. Sto provando a mettermi in ascolto di questa bella realtà ecclesiale, ricca di molteplici esperienze di fede e di vita, generosa nel suo edificare il Regno di Dio con la preghiera assidua, l’aiuto generoso ai poveri, l’attenzione pronta ai ragazzi, la cura delle relazioni nonostante le fatiche che pure ha dovuto assumere e attraversare in questi ultimi anni.

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XXVII DOMENICA DEL T.O. - domenica 4 ottobre 2009

(Num 11, 25-29; Gc 5, 1-6; Mc 9, 38-43.45.47-48)

Non è bene che l’uomo sia solo …

 

La liturgia della Parola di questa domenica ci consegna delle pagine stupende che ci ridicono qual è il sogno di Dio sull’umanità. Troviamo anzitutto un Gesù che si sente a disagio nei cavilli della legge, un Gesù che non riesce a respirare dentro la durezza del cuore e in quella della legge. E’ come se sentisse la mancanza di ossigeno e perciò sente il bisogno di farci respirare l’aria delle origini: “Ma all’inizio non fu così…”.

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S. FRANCESCO D’ASSISI - domenica 4 ottobre 2009

(Sir 50,1.3-7; Gal 6, 14-18; Mt 11,25-30)

Chiesa di sandali, senza bastone …

 

    Era il 24 febbraio di otto secoli fa. Francesco è in preda a una gran confusione: sogni e ideali che fino a quel momento lo avevano sostenuto ed entusiasmato si sono rivelati inconsistenti. Nessuno gli diceva che cosa fare, confesserà più tardi nel suo Testamento, quasi a voler condividere lo stato di confusione in cui era piombato.

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TRANSITO DI S. FRANCESCO - sabato 3 ottobre 2009

Camminando si apre il cammino…

 

    Quando si accosta una figura come quella di Francesco ci prende non poca nostalgia: potessimo essere come lui! Ma la nostalgia cede presto il passo ad una sorta di realismo che ci fa confessare: non sono mica san Francesco!

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XXVI DOMENICA DEL T.O. - domenica 27 settembre 2009

(Num 11, 25-29; Gc 5, 1-6; Mc 9, 38-43.45.47-48)

Oltre lo schieramento …

 

     Povero Maestro. Quanta pazienza con quei discepoli duri a comprendere quanto andava loro confidando. Aveva appena concluso la sua istruzione lungo la via dove aveva sollecitato quegli uomini a deporre sogni di grandezza e criteri di primato e ora, in casa, a Cafarnao, rispunta quella tentazione tipica degli uomini religiosi di voler circoscrivere Dio: qui sì là no, questi sì quelli no, in questo modo e non in quell’altro. Tentazione di sempre, quella di erigere steccati, confini, barriere, zone, criteri, segno che duriamo ancora fatica a comprendere che lo Spirito soffia dove vuole.  Come se Dio fosse monopolio di qualcuno, di un popolo piuttosto che un altro, come se a lui ci si potesse rivolgere in una lingua e non in un’altra.

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XXVI domenica del T.O. - domenica 27 settembre 2009

(Num 11, 25-29; Gc 5, 1-6; Mc 9, 38-43.45.47-48)

In guardia dal restringimento …

     Il commento seguente è quello che ho tenuto tre anni fa: poiché lo trovo sempre attuale mi permetto di condividerlo ancora una volta

    Mi infonde un grande senso di fiducia – segno che continuamente Dio provvede all’uomo il cibo necessario – ritrovare proprio oggi pagine della Scrittura che sembrano fatte apposta per la situazione che stiamo attraversando non solo in ambito ecclesiale ma anche su scala mondiale.

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XXV DOMENICA DEL T.O. - domenica 20 settembre 2009

(Sap 2, 12.17-20; Gc 3, 16-4,3; Mc 9, 30-37)

Discorsi “lungo la via” …

 

     Quella strada… e quei discorsi fatti per strada…

    È ancora la strada a trattenerci quest’oggi alla scuola del Maestro. La strada non come luogo geografico circoscritto ma come luogo simbolo della vita, delle stagioni della vita, di ciò che anima e attraversa le giornate dell’uomo.

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XXIV DOMENICA DEL T.O. - domenica 13 settembre 2009

(Is 50, 5-9; Gc 2, 14-18; Mc 8, 27-35)

“Altro” il nostro Dio …

 

    Erano stati giorni intensi quelli condivisi dai discepoli con Gesù. Molteplici ed evidenti i segni che ne attestavano la plausibilità del suo essere un uomo speciale, tanto è vero che non faticano a riportare il parere della gente quando, sollecitati dal Maestro a dire il sentire comune circa la sua persona, affermano che egli è Elia o il Battista o qualcuno dei profeti.

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XXIII DOMENICA DEL T.O. - domenica 6 settembre 2009

(Is 35, 4-7; Gc 2, 1-5; Mc 7, 31-37)

Ecco il vostro Dio …

 

       Da questa domenica fr. Antonio inizia il suo servizio di Parroco della Parrocchia francescana di N. S. del Soccorso in Pietra Ligure (SV)

 

    Pagina che sentiamo particolarmente nostra, quella odierna. Come ci rilegge quell’appellativo “smarriti di cuore” usato dall’antico profeta! Smarriti di cuore, infatti, erano senz’altro gli israeliti provati dalla schiavitù e dall’esilio. E tuttavia lo smarrimento del cuore e una certa confusione attraversano ogni generazione di credenti, anche la nostra, che patisce la fatica di non vedere protetta e garantita la propria identità.

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XXII DOMENICA DEL T.O. - domenica 30 agosto 2009

(Dt 4, 1-2.6-8;Gc 1, 17-18.21-22.27; Mc 7, 1-8.14-15.21-23)

Senza maschere …

 

      Non c’è più religione…

     Questa battuta che sulle nostre labbra tradisce lo stupore di fronte ad una realtà che si presenta altra rispetto a dei canoni convenzionali, rilegge molto bene lo sconcerto di scribi e farisei di fronte a tanti atteggiamenti di Gesù e dei suoi discepoli che risultavano addirittura scandalosi (cfr. il suo stare a tavola con  pubblicani e prostitute).

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XXI DOMENICA DEL T.O. - domenica 23 agosto 2009

(Gs 24, 1-2.15-17.18; Ef 5, 21-32;Gv 6, 60-69)

L’incredulità del credente …

 

       Chi l’avrebbe detto che una magnifica giornata in cui con cinque pani e due pesci messi a disposizione da un ragazzo erano stati sfamati cinquemila uomini doveva concludersi così? Se solo Gesù avesse acconsentito quando erano venuti a prenderlo per farlo re…

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XX DOMENICA DEL T.O. - domenica 16 agosto 2009

(Pro 9, 1-6; Ef 5, 15-20; Gv 6, 51-58)

Pane spezzato …

 

    Aveva offerto un pane al quale tutti avrebbero avuto modo di saziarsi, visto che ne era avanzato ed era stato raccolto anche per chi non c’era. Avrebbero dovuto capire che nel pane di cui si erano saziati in abbondanza c’era rimando ad altro. Almeno così sperava Gesù. E invece si assiste ancora una volta ad un crescendo di incomprensione e fraintendimento che si consumerà on l’abbandono persino da parte di alcuni discepoli.

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ASSUNZIONE DELLA B.V.MARIA - sabato 15 agosto 2009

(Ap 11,9; 12,1-6.10; 1Cor 15,20-27; Lc 1,39-56)

Un grembo amico …

 

    Come da una soglia…

    Ci ritroviamo ogni anno a scrutare qualcosa di Dio e della nostra storia come da una soglia grazie a una sorella che è andata avanti. La storia riletta dalla fine per non smarrire il senso del nostro peregrinare: questo ci è dato di compiere grazie alla festa di santa Maria assunta. Guai a smarrire la meta: e la meta non è una generica sopravvivenza ma la comunione e la condivisione della stessa sorte del Figlio di Dio. Così per la madre, così per i figli.

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XIX DOMENICA DEL T.O. - domenica 9 agosto 2009

(1Re 19,4-8; Ef 4,30-5,2; Gv 6,41-51)

Lo scandalo dell’umanità …

 

     Quando a scandalizzare è Dio…

     Li aveva sfamati a sazietà quando sulla riva del lago lo avevano rincorso perché erano stati spettatori dei segni che compiva sugli infermi. Ma quando li aveva sollecitati a non lasciarsi trascinare dal miracolo che riduce Dio a misura dei desideri dell’uomo e riconoscere ciò a cui quel segno rimandava, la folla non era stata in grado di andare oltre. Invitati a non fermarsi alla mera soddisfazione di un bisogno fisico non erano stati capaci di leggere il significato di quel cibo che era stato loro donato. Infatti, si misero a mormorare. Di incomprensione in incomprensione. Irriducibilmente malati di onnipotenza chiedono altro, pretendono opere evidenti, di quelle che affascinano e costringono a credere. Tentazione sempre di nuovo ricorrente per ogni generazione di credenti: se sei figlio di Dio… dimostra, costringi, manifestati…

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TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE - giovedì 6 agosto 2009

(Dn 7,9-10.13-14; Mc9,2-10)

Stabilire connessioni …

 

      L’arte di stabilire connessioni… è l’arte alla quale veniamo introdotti noi discepoli di ogni tempo mentre accostiamo un evento come quello della Trasfigurazione. Come per Gesù dopo il Battesimo era stato necessario essere condotto dallo Spirito nel deserto, così per i discepoli è necessario essere condotti (li condusse, attesta Mc) sul monte. Il monte rappresenta l’occasione della scelta.

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XVIII DOMENICA DEL T.O. – FESTA DEL PERDONO, PIETRA LIGURE (SV) - domenica 2 agosto 2009

Il perdono che rinnova …

 

     Liturgia di luce, celebrazione di speranza quella che stiamo vivendo. Possibilità di passare dalla maledizione alla benedizione resa manifesta ed operante dal fatto che Dio ti sta di fronte come Padre e tu stai dinanzi a lui come figlio amato di una predilezione eterna.

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XVIII DOMENICA DEL T.O. - domenica 2 agosto 2009

(Es 16,2-4.12-15; Ef 4,17.20-24; Gv 6, 24-35)

Il pane che libera …

 

      Era stato come rincorso da quella folla che finalmente aveva trovato chi potesse provvedere a saziare la sua fame di cibo. Come darle torto, d’altronde? Aveva trovato chi con cinque pani e due pesci era in grado di provvedere a cinquemila uomini, quale migliore occasione? Uno che ti sfama con pane e companatico… Sarebbe stata pronta volentieri a consegnargli la propria sottomissione: tanto è vero che lo avrebbe voluto suo re. Si sa, per quanto li si patisca, dà sempre sicurezza vivere all’ombra di un faraone che ti assicuri il necessario, anche se sfamandoti ti mette a tacere.

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XVII DOMENICA DEL T.O. - domenica 26 luglio 2009

 (2Re 4, 42-44; Ef 4, 1-6; Gv 6, 1-15)

A scuola di sproporzione …

 

     Gesù passò all’altra riva del mare… e la traversata è proposta anche ai discepoli sollecitati a non lasciarsi imprigionare dalla meschinità delle visioni abituali e invitati alla scuola della sproporzione. Sull’altra riva è di nuovo a tema lo sguardo di Gesù, sguardo capace di ospitalità per una intera folla ma soprattutto sguardo capace di leggere in profondità la condizione reale di quella gente. Ne coglie la domanda inespressa. Vede che quella folla è come pecore senza pastore e allora si pone a insegnare (cfr. domenica scorsa). Di quella folla coglie il grido della fame anche se non è stato materialmente espresso: dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?

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XVI DOMENICA DEL T.O. - domenica 19 luglio 2009

 (Ger 23,1-6; Ef 2,13-18; Mc 6,30-34)

La carezza del vangelo …

 

      Pagina di tenerezza e di attenzione, quella odierna.

     Attenzione e tenerezza nei confronti dei discepoli, anzitutto. Li aveva inviati ad essere segno di come Dio guarda l’uomo. Ora che fanno ritorno Gesù ne accoglie i racconti e senza che neppure parlino ne coglie la stanchezza tanto da proporre loro uno stacco, la possibilità di ritrovare le motivazioni di quel loro essere andati.

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XV DOMENICA DEL T.O. - domenica 12 luglio 2009

 (Am 7,12-15; Ef 1,3-10;  Mc 6,7-13)

Narratori di uno sguardo di benevolenza …

 

       Narratori di uno sguardo. Così aveva pensato i discepoli quando li aveva inviati  a due a due. Quello sguardo che li aveva riscattati alle loro occupazioni quotidiane rendendoli consapevoli di cosa ognuno di loro significasse per il Padre: benedetti… scelti… amati… prima della creazione del mondo. Li aveva chiamati perché stessero con lui, perché facessero esperienza di come erano guardati da Dio. Non era stato, forse,  un modo particolare di essere guardati che aveva fatto scattare in loro qualcosa di nuovo rispetto al ritmo ordinario delle loro giornate? Tutto era cominciato a partire da uno sguardo.

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XIV DOMENICA DEL T.O. - domenica 5 luglio 2009

 (Ez 2,2-5; 2Cor 12,7-10;  Mc 6,1-6)

Troppo comune per essere Dio …

 

     Una vera e propria battuta d’arresto quel giorno nella sinagoga di Nazaret. Nulla lasciava presagire una tale prospettiva, circondato com’era da una folla che stupita assisteva ai segni di Dio all’opera. Dopo i giorni in cui in maniera insperata Gesù aveva registrato aperture e accoglienze in persone da cui non ce lo si sarebbe aspettato (ultimi il capo della sinagoga e la donna affetta da perdite di sangue), l’opera di Dio conosce un vero e proprio impedimento là dove invece Dio dovrebbe essere di casa, nella sinagoga, il luogo in cui si proclama ogni sabato quello che Dio ha compiuto per il suo popolo.

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GIOVEDI DELLA XIII DOMENICA DEL T.O. - giovedì 2 luglio 2009

 (Gen 22,1-19; Mt 9,1-8)

Passi da sciogliere …

 

    (durante la II fase del Capitolo fr. Antonio ha presieduto l’Eucaristia del giovedì della XIII settimana del T.O.)

     Passi impediti da sciogliere e sbloccare… passi intrapresi da incoraggiare e promuovere.

    Ci impersonano non poco quei tali di cui ci narra la memoria evangelica che facendosi largo portano davanti a Gesù il loro amico paralitico. Mc dirà che a motivo della ressa dovranno addirittura scoperchiare il tetto. Quasi sfioreranno il ridicolo pur di non perdere quell’occasione. Non mancheranno certo di immaginazione o di audacia.

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XIII DOMENICA DEL T.O. - domenica 28 giugno 2009

 (Sap 1, 13-15; 2, 23-24; 2Cor 8, 7.9.13-15; Mc 5, 21-43)

Ne va dell’uomo: ne va di Dio …

 

     L’invito, quest’oggi, è a guadagnare uno strano punto prospettico: intrufolarci in quella folla che fa ressa attorno a Gesù per cogliere che cosa la anima, che cosa motiva quella calca. E mentre a fatica ci facciamo largo assistere stupiti a gesti furtivi, forse, e che troppo sbrigativamente bolliamo come superstiziosi e tuttavia non per questo non veri. Gesti che esprimono il peso di storie di disperazione di cui ci narra Mc.

     Storia di donne e di una fede come ostinazione e come superamento di convenzioni sociali, quella messa a tema nella liturgia odierna. Storia di vicende che sfidano una folla che soffoca e un anonimato che spersonalizza.

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ESEQUIE SIG.RA MARIA GALATI - giovedì 25 giugno 2009

(Rm 8,28-35.37-39; Lc 2,25-32.36-38 )

Notte e giorno serviva Dio …

 

(il 25 giugno 2009 fr. Antonio ha presieduto c/o Santuario del Monte le esequie della sig.ra Maria Galati ,terziaria francescana)

 

      Si stava per entrare nei primi Vespri della solennità della nascita di S. Giovanni Battista quando la sig.ra Maria ha concluso la sua esistenza terrena. Non poteva accadere in un giorno diverso il suo transito da questo mondo al Padre: in qualche modo lei è stata davvero figura di donna capace di preparare le vie al Signore, proprio come il precursore S. Giovanni.

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S. GIOVANNI BATTISTA - mercoledì 24 giugno 2009

 (Is 49,1-6; At 13,22-26; Lc 1,57-66.80)

Scuola di periferia …

     Nel celebrare quest’oggi la natività di Giovanni Battista vorremmo portarci idealmente nei luoghi della sua vita per porci anche noi alla sua scuola. Deve essere stata una scuola tutta singolare se persino Gesù, il Figlio di Dio, ha sentito il bisogno di frequentarla, con compagni di classe che non erano certi della Gerusalemme o della Nazaret bene: pubblicani e peccatori.

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XII DOMENICA DEL T.O. - - domenica 21 giugno 2009

 

(Gb 38, 1.8-11; 2Cor 5, 14-17; Mc 4, 35-41)

Altre rive …

      Passiamo all’altra riva… Tutto avrebbe sconsigliato una simile proposta. Ne venivano da una giornata intensa. Aveva subito le calunnie da parte degli scribi, l’essere ritenuto fuori di sé da parte dei suoi. La folla era tanta e Gesù aveva addirittura dovuto farsi mettere a disposizione una barca da cui parlare. Poi, ancora, aveva parlato loro in parabole. Era ormai sera e il buon senso avrebbe suggerito di non avventurarsi.

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ESEQUIE SIG.RA NELLA TADDEI - sabato 20 giugno 2009

(Sap 3,1-9; Lc 12,35-40 )

Donna affabile e discreta …

 

    Liturgia di commiato quella che stiamo celebrando e perciò liturgia nella quale dare ascolto alla tristezza e al dolore per la scomparsa della nonna Nella. L’età, infatti, non mitiga mai il dolore che ci ha legati ad una persona significativa per l’esistenza di tanti di voi. Il dolore infatti è sempre commisurato al legame e alla rilevanza che una persona ha avuto nella nostra storia.

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CORPO E SANGUE DEL SIGNORE GESU’ - domenica 14 giugno 2009

(Es 24, 3-8; Eb 9, 11-15; Mc 14, 12-16.22-26)
Pane spezzato...

     Una grande sala al piano superiore…
     È il luogo dove Gesù invita gli apostoli di allora e i discepoli di ogni tempo. In quella sala, infatti, celebrerà quella che abbiamo definito la cena della consegne. Tutto ancora da apprendere l’evento celebrato in quella sala, quella sera. Già soltanto il luogo era emblematico: non un luogo sacro, infatti, ma un luogo dove si svolgono attività domestiche, nella casa. Un luogo in cui Gesù si trova tra amici. I più neanche consapevoli di quello che lì stava per accadere.

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S. ANTONIO DI PADOVA - sabato 13 giugno 2009

(Sap 7,7-14;Ef 4,7.11-15; Mc 16,15-20)
Dalla parte degli ultimi...

(la sera del 13 giugno fr. Antonio  ha presieduto la celebrazione conclusiva della festa di S. Antonio c/o Convento ofm di La Spezia)

     Esercita sempre un fascino particolare questa celebrazione della festa di Sant’Antonio. È come se qualcosa in noi risuonasse in modo tutto particolare tanto da farci rimettere in moto ogni anno per non perdere questo appuntamento. Anzi, proprio il fatto di poterci ritrovare attorno ad Antonio di Padova, lo leggiamo come un segno di quel Dio che ancora si curva di noi avvolgendoci con l’ombra della sua amicizia e del suo perdono.

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CRESIMA TOMMASO E GIACOMO - venerdì 12 giugno 2009

 (Is 11,1-4; Rm 8,26-27; Lc 24,13-35)
Sempre con noi...

(la sera del 12 giugno fr. Antonio, con delega del Card. Bagnasco,  ha conferito il sacramento della confermazione a Tommaso e Giacomo Mortara, c/o Santuario del Monte)

     Celebrazione di chiesa come non mai quella che stiamo vivendo. Tommy e Giacomo, infatti, confermano una scelta di fede che in questi anni hanno imparato a condividere proprio con questa comunità cristiana.

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SS. TRINITÀ - domenica 7 giugno 2009

 (Dt 4,32-34.39-40; Rm 8,14-17; Mt 28,16-20)
Dio con noi...

     Lo chiamerai Emmanuele, Dio con noi… Così l’angelo si era rivolto a Giuseppe  annunciando la nascita di Gesù.
Il volto di un Dio di comunione e di vicinanza: è questo il volto di Dio che a noi è dato contemplare mentre quasi con timore proviamo a scrutarne il mistero in questa festa della Trinità. Dico “con timore” perché mi pare ci appartenga fin troppo la presunzione di imprigionare Dio nelle angustie di formule, dogmi e definizioni. Quasi avvertissimo che è un’affaire da concludere, da cristallizzare così da poterlo studiare, spiegare, manipolare, gestire a nostro piacimento. A lungo abbiamo preteso di adeguarlo alla nostra comprensione intellettuale e di ridurlo alle nostre parole razionali. Dio come qualcosa da comprendere in maniera convinta giungendo persino a combattere contro chi potesse pensarla diversamente.

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PENTECOSTE - domenica 31 maggio 2009

(At 2,1-11;  Gal 5,16-25; Gv 15,26-27; 16,12-15)
Mossa dallo Spirito...

(in occasione della Pentecoste ho presieduto al mio paese la festa della “Madonna nella barca”. Pertanto il riferimento omiletico è di carattere mariano)

     Una felice coincidenza ha voluto che ci ritrovassimo a celebrare insieme la Pentecoste e la festa della Madonna nella barca. Credo, infatti, non ci sia figura evangelica migliore di Maria per comprendere ciò che il dono dello Spirito Santo può operare. Una vicenda, la sua, mossa dallo Spirito in ogni sua pagina.
     Tra poco Maria attraverserà nuovamente le vie del nostro paese in una barca adornata di fiori che richiama il legame con i tanti Tramutolesi costretti a emigrare. E tuttavia l’immagine di Maria nella barca è forse quella che più si addice per capire che ella non ha mai deciso rotte autoreferenziali che in qualche modo la preservassero.

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FESTA MADONNA DELLE GRAZIE - mercoledì 27 maggio 2009

 VOGHERA, 27 maggio 2009

     È il brano delle nozze di Cana ad aiutarci ad entrare nella celebrazione della festa di Maria, mediatrice di grazia.  È un brano che ci consegna anzitutto una geografia: ci trattiene, infatti, in un luogo molto abituale, feriale, una casa verosimilmente, in cui si sta celebrando l’amore tra due sposi, simbolo della nostra vita.
     C’era la madre di Gesù... È lei la prima a comparire sulla scena e appare senza nome proprio: la sua vicenda è letta a partire dal suo rapporto con Gesù.

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ASCENSIONE DEL SIGNORE - domenica 24 maggio 2009

(At 1,1-11; Ef 4,1-13; Mc 16,15-20)
Dire Dio in modo diverso...

     È bene per voi che io me ne vada...
     Parole che avevano lasciato tramortiti i più quando Gesù le aveva pronunciate nel contesto della cena delle consegne. Non avrebbero certo immaginato di doversi staccare dal loro Maestro o, quand’anche fosse dovuto accadere, di certo non nel modo che ne avrebbe segnato la fine. E quando accadrà, infatti, essi non sapranno fare altro che patirne la fatica e il peso, incapaci di leggere in profondità il senso di quella dipartita. Del resto, come dargli torto? Erano consapevoli della loro fragile misura: da chi andremo? Dove andremo? Cosa potremo fare noi?
     È bene per voi che io me ne vada...

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VI DOMENICA DI PASQUA - domenica 17 maggio 2009

(At 10,25-26.34-35.44-48; 1Gv 4,7-10; Gv 15,9-17)
Amati...

     Parole durante la cena, l’ultima, queste che Gesù consegna a noi suoi discepoli. Parole-commento di un gesto che aveva suscitato non poca resistenza, il gesto della lavanda dei piedi da parte sua, di lui Signore e Maestro. Parole commento di un gesto che aveva capovolto le posizioni: il Signore e il Maestro si era fatto servo. Per questo potrà dire: non vi chiamo più servi. Se qualcuno dovrà servire questo sarà egli stesso: il Figlio dell’uomo, infatti, non è venuto per essere servito ma per servire...

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V DOMENICA DI PASQUA - domenica 10 maggio 2009

(At 9,26-31; 1Gv 3,18-24; Gv 15,1-8)
Rimanere...

     Di immagine in immagine. Gesù sta per andarsene e ai suoi che vedono incombere l’ora della sua assenza, dopo quella del pastore - cioè di un Dio che conosce per nome e vive una relazione stabile con il suo popolo, di profonda condivisione – consegna un’immagine altamente evocativa: quella della vigna e di un Dio agricoltore. Lui se ne va e parla di vicinanza: voi in me e io in voi.

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IV DOMENICA DI PASQUA - domenica 3 maggio 2009

(At 4,8-12; 1Gv 3,1-2; Gv 10,11-18)
I care...

     Sono io il buon pastore… Parola di rassicurazione quella rivoltaci oggi dal Signore Gesù.
Ne veniva da una situazione conflittuale con chi, preposto ad essere guida dei fratelli, non sapeva far altro che impedire loro di gustare la vita. Proprio qualche istante prima, infatti, Gesù aveva guarito un uomo cieco dalla nascita e le autorità religiose non avevano trovato di meglio che cacciarlo dalla sinagoga. Quei pastori avevano a cuore una tradizione di uomini non certo la sorte di quell’uomo che finalmente aveva ripreso a vivere.

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III DOMENICA DI PASQUA - domenica 26 aprile 2009

(At 3,13-15.17-19; Sal 4; 1Gv 2,1-5; Lc 24,35-48)
Di questo voi siete testimoni...

     Mai rassegnato il nostro Dio, mai ridotto alla constatazione risentita e amara che tanto non ne vale la pena. Ne vale sempre la pena. Comunque. Di questo voi siete testimoni. Testimoni, cioè, di una vita che riparte, ha nuovi inizi, accoglie possibilità inedite.

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VENERDÌ II SETTIMANA DI PASQUA - venerdì 24 aprile 2009

 

Omelia tenuta da fr. Antonio durante la celebrazione conclusiva del Capitolo
(At 5,34-42; Gv 6,1-15)
Lasciarsi espropriare...

    La domanda ha fatto da inclusione a questa nostra I fase del Capitolo. Quella di Nicodemo, anzitutto, domanda nella notte: Come può un uomo nascere quando è vecchio? Domanda che racchiude ed esprime la nostra personale e comunitaria consapevolezza di impossibilità nella notte che stiamo attraversando: come può una Provincia come la nostra nascere quando porta i segni evidenti di una vita impedita da cause più che naturali (l’innalzarsi dell’età media e il progressivo declino delle forze) o personali?

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II DOMENICA DI PASQUA - domenica 19 aprile 2009

(At 4,32-35; 1Gv 5,1-6; Gv 20,19-31)
E fu affidamento...

     Non aveva trovato di meglio, Tommaso, che riporre il sogno nel cassetto una volta per tutte. Tutto confermava il fallimento dell’essere andato dietro a un imbonitore. In fondo Tommaso forse più di altri era riuscito a dare sfogo alla sua protesta. Quella sua assenza la sera di Pasqua ne era, probabilmente, il segno più eloquente.

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PASQUA DI RISURREZIONE - domenica 12 aprile 2009

Non sappiamo dove...

     Difficile la Pasqua. Lo è sempre. Stavolta ancora di più. È come se non riuscissimo a cavarci di dosso l’esperienza delle tenebre: si fece buio su tutta la terra. Terra che inghiotte, divora. E un grido inascoltato: quello di Gesù quel giorno e quello di tutti i crocifissi della storia. Un perché inascoltato che marca ancora di più il dubbio sull’esistenza e sulla misericordia di Dio.

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CATECHESI SABATO SANTO 2009 - sabato 11 aprile 2009

Restare…

     Ci sono momenti nella vita di ognuno di noi in cui accade di ritrovarsi come di fronte ad un masso insormontabile che segna la fine di ogni possibilità di relazione plausibile con Dio.

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GIOVEDÌ SANTO - giovedì 9 aprile 2009

(Es 12,1-8.11-14; 1Cor 11,23-26; Gv 13,1-15)
A partire dai piedi...

     Aveva iniziato il suo ministero annunciando un Dio che si fa vicino a ogni uomo e la necessità di un cambiamento del cuore e del proprio modo di pensare le cose. E, attraverso gesti e parole, aveva testimoniato da che parte sta Dio, cosa predilige, cosa gli sta a cuore.

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DOMENICA DELLE PALME - domenica 5 aprile 2009

(Is 50,4-7; Fil 2,6-11; Mc 14,1-15,47)
Appassionarsi...

     Non poteva andare diversamente: questo sembra voler dire l’evangelista Mc nel narrare la passione del Maestro. E non è certo iniziato tutto in maniera inattesa quando tradito dai suoi è stato consegnato al potere di Roma. Era iniziato tutto molto prima, infatti.

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DOMENICA DELLE PALME – Messa protofestiva - domenica 5 aprile 2009

(Is 50,4-7; Fil 2,6-11; Mc 14,1-15,47)
Oltre il fallimento...

     A leggere in modo superficiale il racconto della Passione di Gesù si resta non poco delusi. Fatti e parole che rimandano solo l’amara delusione di una speranza infranta. Colui nel quale erano riposte le attese d’Israele è stato vinto. Non ha mostrato ciò che ci si aspettava esibisse. Peraltro, quel suo ingresso nella città santa su di un asino avrebbe dovuto lasciar presagire qualcosa. Ma nulla. Tant’è che fino alla fine l’umana sapienza non saprà che suggerirgli di esibire gesti di forza: scenda ora dalla croce...

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V DOMENICA DI QUARESIMA - domenica 29 marzo 2009

(Ger 31,31-34, Eb 5,7-9, Gv 12,20-33)
Vita per...

Vicina è la Pasqua del Signore. E Gesù si preoccupa di introdurci nel senso di questa festa, quasi avverta un rischio permanente e trasversale ad ogni generazione di credenti: quello di non cogliere il messaggio che vi è sotteso.

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IV DOMENICA DI QUARESIMA - domenica 22 marzo 2009

(2Cr 36,14-16.19-23; Ef 2,4-10; Gv 3,14-21)
Lo sguardo che salva...

     I passi del nostro itinerario quaresimale incrociano, quest’oggi, un compagno di viaggio, Nicodemo, insieme al quale veniamo sollecitati ad assumere una sapienza altra, un diverso modo di gustare e vivere le cose.
     Nel cuore della notte, infatti, in una esperienza di buio, al maestro Nicodemo Gesù rivela qualcosa che nessun manuale di teologia aveva mai contemplato, abituato com’era a pensare Dio come oggetto di studio, motivo di ricerca. No, gli attesta Gesù, la rivelazione dell’amore di Dio include la tragedia di una vita spezzata dalla violenza: bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Fatica a comprendere il maestro Nicodemo: come è possibile? Non è possibile: noi sappiamo… aveva replicato Nicodemo a Gesù. Da che mondo è mondo le cose vanno diversamente. Come è possibile che così tanto Dio abbia amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito?

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III DOMENICA DI QUARESIMA - domenica 15 marzo 2009

(Es 20,1-17; 1Cor 1,22-25; Gv 2,13-25)
Gratuitamente...

     Dopo la sosta nel deserto e quella sul monte, i nostri passi nell’itinerario quaresimale sono sospinti verso il tempio. Qui conosciamo un volto di Gesù affatto tenero. Poco avvezzi a questo gesto di Gesù che ha tutti i tratti della violenza. Un comportamento, il suo, non dovuto a uno sbalzo di umore o alla perdita della pazienza, come può accadere a ciascuno di noi.
     Dietro quel gesto infatti è in causa il rapporto con Dio ridotto a mercato. Dio è diventato una realtà in vendita, concesso alle mani del miglior offerente. Dio lo si può comprare, a proprio piacimento. Come è ovvio, in una religione-mercato chi non dispone di un serio budget non potrà mai accaparrarsi il favore di Dio.

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II DOMENICA DI QUARESIMA - domenica 8 marzo 2009

(Gen 22,1-2.9.10-13.15-18; Rm 8,31-34; Mc 9,2-10)
Cosa toccherà a noi?...

     Dopo la sosta nel deserto quella sul monte. Se nel deserto ci si è entrati sospinti dallo Spirito, sul monte si è condotti (li condusse) dallo stesso Signore Gesù. Non casuale la scelta se Gesù stesso decide di condurre Pietro, Giacomo e Giovanni lì. Tappa obbligata per la comprensione del percorso che riguarda il Figlio Gesù e altrettanto obbligata per scoprire cosa è chiesto ad un serio cammino discepolare.
     La sosta non è al tempio e neppure nella sinagoga. La sosta è su un monte alto: un luogo non ufficiale, un luogo dove sono ammessi e riconosciuti linguaggi diversi, un luogo dove la realtà può essere letta da un altro punto di vista e si è posti in grado di vedere e ascoltare ciò che altrimenti sarebbe impossibile. Luogo altro il monte, luoghi altri quelli verso i quali siamo condotti anche oggi, ancora oggi.

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I DOMENICA DI QUARESIMA - domenica 1 marzo 2009

(Gen 9,8-15; 1Pt 3,18-22; Mc 1,12-15)
Nel deserto… accettando di entrarci...

     Sosta nel deserto quella odierna, tanto per il Figlio di Dio quanto per la comunità dei suoi discepoli.
     Si direbbe, addirittura, tappa obbligata se a condurre Gesù nel deserto è lo stesso Spirito. Ne viene addirittura dal battesimo Gesù, con ancora nelle orecchie la voce rassicurante del Padre: Tu sei mio figlio! Sulle rive del Giordano la voce del Padre ha convalidato la sua scelta di Messia in fila con l’ultimo dei peccatori. Quale migliore garanzia per camminare spediti sul sentiero intrapreso?! E invece no.

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MERCOLEDÌ DELLE CENERI - mercoledì 25 febbraio 2009

(Gl 2,12-18; 2Cor 5,20-6,2; Mt 6,1-6.16-18)
Ritornare...

     Davanti a noi ancora una volta un segno della misericordia di Dio: questi quaranta giorni che ci separano dalla Pasqua sono, infatti, il segno che Dio non si è ancora stancato di noi concedendoci una rinnovata opportunità per tornare a lui.

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VII DOMENICA DEL T.O. - domenica 22 febbraio 2009

(Is 43, 18-19.21-22.24-25; 2 Cor 1, 18-22; Mc 2, 1-12)
Aprire varchi...

     Quattro uomini e tanta determinazione. Quel loro amico deve essere condotto da Gesù a tutti i costi. Probabilmente le hanno provate davvero tutte a giudicare dall’ostinazione che li guida e che, nondimeno, non li fa retrocedere neppure dinanzi a una folla che impedisce l’accesso verso la casa dove si trova Gesù. Altri avrebbero più verosimilmente rinunciato e ripiegato sui propri passi. La determinazione che li abita fornisce loro immaginazione e audacia: nessun problema, il lettuccio si farà strada dal tetto.
     Tutta da apprendere, in questi nostri “giorni cattivi” la sfida che i quattro uomini del vangelo ingaggiano contro ogni forma di status quo e se è necessario aprire porte dove non ci sono e dove non se ne intravedono, non sarà affatto un problema. Mi incanta e mi appassiona questa loro sfida e questa loro corsa.

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VI DOMENICA DEL T.O. - domenica 15 febbraio 2009

(Lv 13, 1-2.45-46; 1 Cor 10, 31-11,1; Mc 1, 40-45)
Oltre il pregiudizio...

     Quando l’obbedienza non è più una virtù…
     Ancora una volta esperienze di trasgressione quelle registrate dal vangelo. Addirittura nella stessa liturgia leggiamo una parola, quella del Levitico, e, nel vangelo, il disattendere quella stessa parola. Pagina di pregiudizi superati, il brano di Mc.

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V DOMENICA DEL T.O. - domenica 8 febbraio 2009

(Gb 7, 1-4.6-7; 1Cor 9, 16-19.22-23; Mc 1, 29-39)
A contatto…

      A me sono toccati mesi di illusione e notti di dolore mi sono state assegnate.
     Si apre con questa amara constatazione la liturgia della Parola di questa domenica. Parole che rileggono tutta l’impotenza di fronte all’esperienza della sofferenza nostra o di persone a noi care. Non vi è uomo che almeno una volta non sia stato attraversato dall’esperienza dell’impotenza e della rabbia di fronte al male. Non vi è uomo che non abbia gridato a Dio la sua protesta quando vede che i propri giorni… svaniscono senza un filo di speranza. E per quanto si voglia trovare una ragione non v’è ragione che tenga. Come mi rilegge la pagina di Giobbe in questi giorni!
     Al grido angosciato e disperato di ogni Giobbe sulla terra – Giobbe, infatti, non è tanto una figura storica ma una metafora traversale ad ogni generazione – risponde un Dio che si fa accanto, come racconta la pagina di Mc. Una pagina da lasciar parlare proprio nella sua sequenza.

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IV DOMENICA DEL T.O. - domenica 1 febbraio 2009

(Dt 18, 15-20; 1 Cor 7, 32-35; Mc 1, 21-28)
Parole che salvano…

     Un insegnamento nuovo…
     Erano andati per anni in quella sinagoga a Cafarnao, proprio come accade a noi che frequentiamo la liturgia domenicale. Per anni, qualcuno degli scribi si alzava, prendeva un rotolo della Scrittura e poi lo commentava. Parole, parole, parole… parole a proposito e a sproposito e tutto rimaneva come prima. A volte parole urlate, altre volte parole che battono l’aria, comunque, il più delle volte, parole di imposizione. Una precettistica pensata senza mai incrociare uno sguardo e, comunque, sulla pelle degli altri.
     Proprio come in tante nostre liturgie, quando ascolti commenti slavati che t’accorgi non hanno mai toccato l’esistenza di chi te le sta proponendo. Parole dette da chi ha ridotto il suo ministero più ad un espletamento di pratiche burocratiche che ad un segno della passione che abita e anima il cuore, la vita.

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III DOMENICA DEL T.O. - domenica 25 gennaio 2009

(Gn 3,1-5.10; 1Cor 7,29-31; Mc 1,14-20)
Attorno ad un sogno...

     A lungo abbiamo accostato questa pagina evangelica come la pagina che dà inizio ad una comunità gerarchica di discepoli, come se tutto si riducesse all’istituzione di un gruppo ben preciso, circoscritto, guarda caso tutto maschile, con delle mansioni di carattere giuridico-morale. Era davvero questo ciò che Mc voleva raccontare?
     Non è piuttosto il racconto di una passione condivisa da parte di alcuni compagni di lavoro? Nulla di istituzionale in questa pagina. Qui si parla di sguardi, di passi, parole sussurrate, fiducia offerta e accolta.

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II DOMENICA DEL T.O. - domenica 18 gennaio 2009

(1Sam 3,3-10.19; Sal 39; 1Cor 6,13-15.17-20; Gv 1,35-42)
Attenzione alla domanda...

     L’inizio su una strada. È così che Gesù entra in scena: sulla strada. E’ un Gesù che viene, che passa. E’ la strada il primo luogo della sua manifestazione. E il suo stile, mi pare sia ancora quello: passare per le strade della nostra storia personale. Contemplare il Dio che passa non è un lusso per pochi ma è diritto di tutti. Ma c’è qualcuno che lo indichi per le strade? Non siamo piuttosto occupati a indicarlo nelle chiese o nella nostra pretesa di riconoscimento?
     È interessante che nel suo passare Gesù inizi con una domanda: “Che cosa cercate?”. Uno stile tanto diverso dal nostro che per evangelizzare spesso intendiamo incominciare con le risposte, prima ancora che sorga la domanda.

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BATTESIMO DEL SIGNORE - domenica 11 gennaio 2009

(Is 55,1-11; Da Is 12; 1Gv 5,1-9; Mc 1,7-11)
Tra la folla…

     Lo avevano annunciato come il Messia che doveva venire con potenza e così il popolo lo attendeva. Al Giordano – il fondo della terra, a 400 m sotto il livello del mare – l’antica profezia si compie: il Messia nelle acque purificatrici. Come ogni altro uomo peccatore, cioè come ogni uomo che ha “mancato il bersaglio” (come è da intendere la parola peccato). Ed è subito sorpresa!

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EPIFANIA DEL SIGNORE - martedì 6 gennaio 2009

(Is 60, 1-6; Ef 3, 2-3.5-6; Mt 2, 1-12)
Del riconoscimento…

     Vi confesso una illusione o forse una ingenuità. Vorrei stare di fronte al mistero di questo giorno con lo stupore di chi sta dinanzi agli scrigni dei Magi mentre essi li dischiudono. Un po’ con la meraviglia dei bambini stamattina mentre aprono i loro doni. Per poter comprendere che cosa è accaduto in questo giorno, che cosa Dio ha voluto rivelare.
     Ancora un frammento del dono che ci è stato partecipato in questi giorni. Sotto un’altra angolatura. Nel mistero dell’Incarnazione Dio ha fatto unità in sé dell’umanità e della divinità. L’umanità è stata ritenuta degna di Dio. Ma quale umanità? Già l’annuncio ai pastori ci aveva avvertiti chi erano i destinatari. Oggi, nell’Epifania, l’annuncio si spinge oltre: gli uomini di ogni razza e di ogni provenienza sono chiamati a fare unità fra di loro partecipando, grazie a Gesù, alla stessa eredità. Si respira ascoltando pagine come questa. E ne abbiamo veramente bisogno in questo nostro clima asfittico.

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II DOMENICA DOPO NATALE - domenica 4 gennaio 2009

(Sir 24,1-4.12-16;  Ef 1,3-6.15-18; Gv 1,1-18)
Del nostro natale…

     Sono andato chiedendomi perché mai riascoltare un brano evangelico che abbiamo già avuto modo di sentire il giorno di Natale? E mi sovveniva un’immagine molto feriale (mi si perdoni l’accostamento): quella di una persona cara che mentre stai andando via e magari hai già varcato la soglia muovendo i passi verso la strada ti chiede se hai davvero preso tutto con te e se per caso non hai dimenticato qualcosa. Ecco, proprio mentre stiamo per rientrare nel ritmo feriale la liturgia viene a chiederci se abbiamo davvero compreso ciò che in questi giorni è accaduto. Se siamo davvero consapevoli – per dirla con Paolo – della speranza alla quale siamo chiamati e quale tesoro di gloria è stato preparato per noi. Perché la ricchezza del mistero dell’Incarnazione non può esaurirsi nel conto decimale dei giorni del Natale. Va oltre. Ben oltre.
     “In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio”.
     È parola che tocca il cuore: dà gioia sapere che non siamo allo sbando.

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MARIA MADRE DI DIO - giovedì 1 gennaio 2009

(Nm 6, 22-27; Gal 4,4-7;Lc 2,16-21)
Anche Dio ha una madre…

     Se i passi nella notte di Natale erano passi attesi da un Dio che veglia anche sul nostro vagare, quelli nel nuovo anno sono senz’altro passi accompagnati. Non sono mai passi in solitudine. Ad accompagnarci è il volto di un Dio benedicente (che dice bene) e colmo di fiducia rinnovata (chi di noi ha fatto qualcosa per poter aprire gli occhi a un nuovo anno?), poi un atteggiamento, quello di Maria donna attenta e capace di custodia e discernimento e ancora degli uomini stupiti, i pastori. Dà speranza sapere che questo nostro incedere nel 2009 è illuminato e condiviso.

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FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE – ore 11.00 - domenica 28 dicembre 2008

(Gen 15,1-6; 21,1-3; Eb 11,8.11-12.17-19; Lc 2,22-40)
Alla scuola dell’oltre…

     A ridosso del Natale la liturgia ci porta alla scuola della famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe. Una scuola a tutta prima non comune. E non già per la singolarità degli elementi che la compongono quanto per quello di cui questo nucleo familiare è costituito segno.
     Chi volesse guardare alla famiglia di Nazaret come a una sorta di ultima spiaggia per far fronte alla crisi che attraversa le nostre famiglie si troverebbe non poco spiazzato. Non si presta a visioni oleografiche la famiglia di Nazaret: perciò guai ad accostare il messaggio biblico secondo una interpretazione del tutto funzionale ad una simile visione. Quello che la Parola ci dice di questa famiglia coincide poco con quel quadretto di intimità che ci viene in mente quando pensiamo ad una famiglia unità. È sempre così: la Parola di Dio “non è una parola assertiva ma rivelativa, non definisce ma illumina”.
     Continuamente attraversata da una spada questa famiglia. Quel Figlio è stato segno di contraddizione anzitutto per Maria e Giuseppe. Ancor prima di venire al mondo. Si sono trovati continuamente sollecitati ad un superamento, anzitutto quello di un loro progetto personale che probabilmente non aveva chissà quali pretese ma nondimeno era il loro.

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FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE – Messa protofestiva - domenica 28 dicembre 2008

 (Gen 15,1-6; 21,1-3; Eb 11,8.11-12.17-19; Lc 2,22-40)
Capaci di riconoscere…

     Piuttosto popolata questa liturgia nella festa della famiglia di Gesù, Maria, e Giuseppe. Ci sono loro, appunto, ma c’è anche Abramo, Sara, Simeone, Anna. Tutte vicende a partire dalle quali ci è dato accostare il mistero di questi giorni: come stare di fronte alla visita di Dio?
     Abramo: l’obbediente per eccellenza agli inviti di Dio, è chiamato ad uscire da un ambito familiare circoscritto, ristretto per diventare padre di una moltitudine di popoli. Lui che ormai vecchio non aveva nemmanco un figlio. Ci sarebbe da ridere, appunto, commenta Sara sua moglie. Non a caso il figlio si chiamerà Isacco, figlio del sorriso. Sembrava quasi che Dio scherzasse quando aveva loro promesso un figlio. Ma proprio quando tutto sembra irrisolvibile Dio porta a compimento anche il nostro sorriso sarcastico e diffidente.

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NATALE DEL SIGNORE – MESSA DEL GIORNO - giovedì 25 dicembre 2008

  

(Is 52,7-10; Sal 97; Eb 1,1-6; Gv 1,1-18)
La carne il linguaggio di Dio…

     A frotte ci siamo portati in Chiesa quest’oggi. A ondate diverse: chi nella notte, chi stamani, chi oggi pomeriggio. Quasi ci fossero  una misura e un tempo personali per accostare il mistero di questa nascita. E Dio non cessa di offrirsi a questo nostro flusso, secondo la misura e i tempi di ognuno. Nella gratuità. A disposizione di tutti coloro che sono incuriositi nel percepire il formicolio della sua incarnazione: di questo ci ha narrato il racconto nella notte.
     Il Verbo si fece carne…

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NATALE DEL SIGNORE - MESSA NELLA NOTTE - giovedì 25 dicembre 2008

(Is 9,1-6; Tt 2,11-14; Lc 2,1-14)
Restituire il Natale…

     Passi nella notte, i nostri. Affrettati o lenti che siano, sono senz’altro passi veri. Passi messi in moto da delle ragioni del cuore che niente e nessuno riesce a spegnere e che, foss’anche per un’ora soltanto, fanno venire il groppo alla gola. I più sono passi che coinvolgono: ciascuno ha coinvolto qualcun altro in questo cammino nella notte, quasi avessimo bisogno di qualcuno a cui poter dire: non era un vaneggiamento quello che abbiamo vissuto. Passi nella notte per non mancare ad un appuntamento, quasi riconoscessimo segretamente che qualcosa accade anche per noi stanotte. Quanto vorrei farmi interprete e dare un nome, un volto e una parola a questi passi nella notte! Da ascoltare con discrezione i nostri passi che Dio conta anche quando vaghiamo lontano da lui. Li conta mettendosi al nostro passo. Non ci narra forse di questo il Natale? Di un Dio sui passi del vagare dell’uomo?

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IV Domenica di Avvento - domenica 21 dicembre 2008

(2Sam 7,1-5.8-12.14.16;Sal 88; Rm 16,25-27; Lc 1,26-38)
Non ridurre lo scandalo…

     Dopo la sosta nel deserto, nella casa di passaggio (il luogo dove Giovanni battezzava) oggi sosta a Nazaret. Nella casa di Maria, dove Dio porta a compimento l’antica promessa fatta a Davide. A contatto con il Dio dell’impossibile reso possibile per il credito di fiducia che una ragazza gli accorda. Nel deserto la disponibilità richiesta era quella a lasciarsi immergere in un diverso modo di leggere le cose, qui, a Nazaret, quella a dare credito all’insperabile. L’insperabile è che Dio possa abitare non solo in mezzo agli uomini ma accettare di farsi uno di loro. Ecco ciò che più di ogni altra cosa egli ha rivendicato anche a costo di essere frainteso.

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III DOMENICA DI AVVENTO - domenica 14 dicembre 2008

 (Is 61,1-2.10-11;  1Ts 5,16-24 ;Gv 1,6-8.19-28)
 Dio manda uomini…

     Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni.
     Potremmo leggere da questa prospettiva, quella degli uomini mandati da Dio, la storia dell’umanità come la storia della comunità cristiana. E perché no? Anche la nostra personale. Quasi un ritornello l’inizio del vangelo di questa III domenica di Avvento: venne un uomo mandato da Dio… Ma anche una chiave di lettura: Giovanni è il nome di tutti noi. Dio fa grazia, questo è il nostro nome e questo è ciò di cui siamo costituiti segno. Testimonianza di un Dio del gratuito. Ciascuno di noi mandato per questo.
     Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era… Abramo, Mosè,  Maria, Francesco, Chiara… Giovanni XXIII, Oscar Romero, Tonino Bello, fino a noi. La storia riletta dalla prospettiva di uomini e donne docili alle intuizioni dello Spirito e fedeli al qui e ora della loro vicenda. Tanti gli uomini e le donne mandati da Dio. Innumerevoli. I più neppure consapevoli che stavano edificando possibilità inedite anche per altri. 

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In ricordo di Sr. Mercede - martedì 9 dicembre 2008

Buona e fedele…

     Vieni serva buona e fedele… entra nella gioia del tuo Signore… sei stata fedele nel poco, ricevi autorità su molto.
     Oso pensare – secondo la promessa del Signore – che siano queste le parole con cui sr. Mercede è stata accolta tra le braccia misericordiose del Padre. Un Padre che lei ha servito alacremente e che ha voluto far conoscere in ogni modo e in ogni circostanza a chi aveva occasione di incontrare nelle sue giornate. Un Padre che ora passa lui a servirla. Me la immagino seduta alla tavola del Regno, magari ad un angolo, dove lei amava stare quando sedeva a mensa nel nostro refettorio, gioiosa di poter condividere un momento di fraternità con noi la domenica quando saliva in santuario. Me la immagino anche a protestare perché non si ritiene degna di un simile onore, che cioè sia Dio stesso a servirla.
     Buona e fedele, due aggettivi appropriati per rileggere l’esistenza di sr. Mercede. Fedele nel poco, presente a quello che la vita le chiedeva di assumere, anche se non appariscente.

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Immacolata Concezione - lunedì 8 dicembre 2008

(Gen 3,9-15.20; Sal 97; Ef 1,3-6.11-12; Lc 1,26-38 )
Oltre il sospetto...

     Si ricomincia, dice Dio, è dato conoscere un nuovo inizio. E ne crea anche le condizioni là dove tutto porta i segni di una fine inesorabile. Ecco il sogno di Dio, il concepire di Dio. Dio concepisce sogni, pensieri, partorisce progetti.
     Impossibile, ripete l’uomo di sempre, che si accontenta di una lettura dei fatti secondo la quale – solo perché nulla ancora appare in superficie – non è possibile che nel cuore dell’inverno il seme gettato in terra possa dischiudersi e produrre un frutto maturo.
     L’esperienza della propria personale vulnerabilità non è l’ultima parola, dice Dio.
     Il proprio limite - ripete l’uomo - è solo l’ennesima riprova che la vita dell’uomo non è degna di essere vissuta.
     Dinanzi a noi entrambi i percorsi: dare credito o diffidare, accogliere una pro-messa o arrestarsi ad un dato di fatto che sembra impedire nuove opportunità, correre il rischio o rassegnarsi.

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II Domenica di Avvento - domenica 7 dicembre 2008

(Is 40, 1-5.9-11; 2 Pt 3, 8-14;Mc 1, 1-8 )
 Un nuovo inizio…

     In un clima di incertezza spesso attraversato da rassegnazione e da fuga – come forse poteva essere quello subito da Israele deportato a Babilonia –, in un contesto socio-ecclesiale come il nostro in cui ci si ritrova incapaci di progettare visioni dal respiro ampio e dove si è persa la franchezza e la freschezza evangelica e ci si misura con posizioni alquanto discutibili (cfr. la cronaca recente), l’Avvento viene a rimettere a tema la promessa di Dio. Un nuovo inizio è possibile. E non già perché magicamente le sorti si siano rovesciate ma perché Dio ridona fiducia ad un popolo che patisce la dispersione chiedendogli di attraversare il deserto forte della sua promessa, forte dell’esperienza di uno che ti ha parlato sul cuore. La sfida del deserto è permanente ed è trasversale ad ogni generazione di uomini e di credenti.
     A quel popolo Dio ha poi fatto dono del Figlio il quale si inserisce nella vicenda umana dagli inizi, non con gesti di forza né con strategie politiche ma ponendosi al passo dell’uomo, quello più debole, umilmente.

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I Domenica di Avvento - domenica 30 novembre 2008

(Is 63,16-17.19; 64,2-7; 1Cor 1,3-9; Mc 13,33-37)
Intanto...

     Si ricomincia. Dio degli inizi, Dio dei cominciamenti è il nostro. Dio delle opportunità rinnovate. E noi ci scopriamo eterni ricomincianti con il nostro Dio.
     Inizia, infatti, un nuovo anno liturgico che accogliamo con stupore e riconoscenza perché Dio non si è ancora stancato di noi concedendoci “ancora un anno” (Lc 13,8). Un anno, del tempo cioè per imparare a riconoscere la larghezza del suo cuore e la generosità del suo perdono. Un anno, del tempo per apprendere la fiducia di Dio. Proprio di fiducia, infatti, parla Mc quando annuncia che prima della sua partenza il Signore ha affidato a ciascuno il suo compito. Dunque anche a me. Un compito per realizzare il quale mi è stato dato anche un potere, cioè un’energia, una forza, una capacità. La vita tutta come occasione per far germogliare la fiducia accordata. Quale consapevolezza mi abita della fiducia a me accordata e del compito e dell’energia a me affidati? Anche Dio dunque vive di attesa: quella di vedere esercitata la cura nei confronti dei beni a noi consegnati.
     E l’anno liturgico comincia sempre con l’Avvento… quando cioè a tema è l’attesa, non quella del Natale ma quella del suo ritorno. Tornerà, certo, alla fine della storia e non per il rendiconto ma per portare a compimento, per accordare ulteriore fiducia, maggiorata stavolta. Tornerà per rovesciare le parti: per farci mettere a tavola e per passare lui stesso a servirci (Lc 12,37). Bella l’immagine di un Dio che aumenta il credito di fiducia e che si fa servo di esistenze spese a favore di altri. Immagine di quelle che ti seducono.

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