lunedì 6 febbraio 2012
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Riduci Omelie
V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - domenica 5 febbraio 2012

(Gb 7,1-4.6-7; 1Cor 9,16-19.22-23; Mc 1,29-39)

Lasciarsi mettere in piedi …

 

   Ad accompagnarci nel nostro percorso domenicale è il vangelo di Mc, meglio conosciuto come il vangelo del catecumeno, di chi, cioè, si sta aprendo alla fede. Mc ci ha presi per mano e attraverso l’esperienza dei discepoli che accompagnano Gesù, vuole portarci gradatamente a comprendere sempre di più i tratti di quel Maestro dietro cui abbiamo scelto di muovere i nostri passi.
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PRESENTAZIONE DEL SIGNORE AL TEMPIO - giovedì 2 febbraio 2012

(Mal 3,1-4; Eb 2,14-18; Lc 2,22-40)

L’umiltà di Dio …

 

   È la festa della presentazione del Signore, la festa dell’Ipapante, ovvero festa dell'incontro; etimologicamente “di chi lascia il luogo in cui si trova per andare incontro a una persona stando al di sotto di essa”. Nel Verbo incarnato che ha lasciato il cielo, Dio viene incontro all'umanità ponendosi umilmente al di sotto di essa, al suo servizio.
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IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - domenica 29 gennaio 2012

(Dt 18,15-20; 1Cor 7,32-35; Mc 1,21-28)

Parole e parole …

 

    Aveva parlato di un Dio alle porte della vita di ogni uomo (il regno di Dio è vicino) e di una conversione vista non anzitutto come un ravvedersi dei propri peccati quanto di un credere a una buona notizia. Ed eccolo, Gesù, alle prese con un’umanità psichicamente disgregata (e forse non consapevole) mentre, come ogni buon ebreo, si ritrova a frequentare di sabato la sinagoga.
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III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - domenica 22 gennaio 2012

(Gn 3,1-5.10; 1Cor 7,29-31; Mc 1,14-20)

Lo sguardo della fiducia …

 

Passando… vide… chiamò…

    La storia dell’uomo, di ogni uomo sotto il cielo, potrebbe essere letta secondo la categoria della chiamata, ne sia consapevole o meno. Non è forse così per il venire alla luce? Nessuno ha deciso da sé tempi e modi di venire al mondo. E tuttavia, se nessuno ha scelto di venire al mondo perché Qualcuno ci ha chiamati all’esistenza, è altrettanto vero che al mondo non ci si resta se non decidendo di rimanerci e come rimanerci.
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II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - domenica 15 gennaio 2012

(1Sam 3,3-10.19; 1Cor 6,13-15.17-20; Gv 1,35-42)

Capaci di sognare …

 

   Un pomeriggio qualsiasi, un luogo qualsiasi. Lì accade il passaggio di Dio. Ma quell’ora e quel luogo restarono impressi per sempre nella memoria di quei due discepoli.
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BATTESIMO DEL SIGNORE - domenica 8 gennaio 2012

(Is 55,1-11; 1Gv 5,1-9; Mc 1,7-11)

Un Dio defilato …

 

   Un vivo desiderio affiorava dentro di me mentre riflettevo sul racconto del battesimo di Gesù. Avrei voluto accostare una pagina come questa con lo sguardo della prima volta, come uno che non abbia mai letto il Vangelo e che non sappia nulla di Gesù. E così, con la sola consapevolezza che Gesù è il personaggio principale di quel libro che va sotto il nome di Vangelo, ho provato a chiedermi: chissà in che modo farà la sua comparsa? Come verrà presentato? Come inizierà la sua missione? Con un discorso? Con un segno prodigioso? D’altronde, lo stesso Battista, lo aveva annunciato come colui che avrebbe distinto, separato. E invece…
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EPIFANIA DEL SIGNORE - venerdì 6 gennaio 2012

(Is 60,1-6; Ef 3,2-3.5-6; Mt 2,1-12)

Bagaglio leggero e cuore desto …

 

Un’immagine mi è tornata spesso nel cuore in questi giorni pensando alla festa dell’Epifania. L’immagine attinge al mondo degli affetti, dei legami. Abbiamo conosciuto senz’altro la bellezza di quel momento magico in cui una persona a cui eravamo particolarmente legati ci ha finalmente rivelato il suo cuore, quali erano, cioè, i suoi sentimenti nei nostri confronti. Un momento atteso a lungo, talvolta, e che come d’improvviso ha dischiuso per noi orizzonti insperati. Ci è parso di toccare il cielo con un dito!

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MARIA MADRE DI DIO - domenica 1 gennaio 2012

(Nm 6,22-27; Gal 4,4-7; Lc 2,16-21)

La carezza di Dio…

 

   Sarà capitato a tanti, confrontati da eventi infausti, di riconoscere: “ci vuol proprio una benedizione”, attribuendo a questo gesto il potere magico di mutare finalmente la sorte infelice e far sì che le cose potessero riprendere a funzionare per il verso giusto.
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MESSA DI FINE ANNO - TE DEUM - sabato 31 dicembre 2011

(Nm 6,22-27; Gal 4,4-7; Lc 2,16-21)

Laudato sii mi Signore…

 

   Ieri mattina, alla radio, è stato proposto un sondaggio: che cosa buttereste via di questo anno che vi lasciate alle spalle? E ciascuno ha provato ad elencare chi o che cosa eliminerebbe volentieri. Forse ha attraversato anche i nostri pensieri l’idea di voltare pagina dimenticando, cancellando. Se così fosse si tratterebbe di una ingenuità imperdonabile: ciò che è stato, infatti, ci ha segnati profondamente nella carne e nel cuore tanto da far parte di noi in maniera indelebile.
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NATALE DEL SIGNORE - MESSA DEL GIORNO - domenica 25 dicembre 2011

(Is 52,7-10; Sal 97; Eb 1,1-6; Gv 1,1-18)

Stare nella storia…

 

    Che ragione c’è di celebrare il Natale con tutto quello che sta accadendo nel mondo? Sembra diventi sempre più difficile percepire un senso, una presenza, una mano che indichi direzioni. Veniamo colti da un senso di smarrimento e di angoscia, che può anche sconfinare nell’indifferenza, in quella sorta di pensiero magico tanto infantile quanto drammatico di volersi tirar fuori dal gioco e abdicare al mestiere di vivere.
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NATALE DEL SIGNORE - MESSA NELLA NOTTE - sabato 24 dicembre 2011

(Is 9,1-6; Tt 2,11-14; Lc 2,1-14)

Giacché ti fece amor povero ancora…

 

    Qualche sera fa, al termine della novena di Natale, intonai il canto “Tu scendi dalle stelle”. Chissà quante volte l’ho cantato in questi quasi 45 anni di vita. Eppure, solo l’altra sera mi sono risuonate con tutta la valenza del loro significato le parole: giacché ti fece amor povero ancora…
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IV DOMENICA DI AVVENTO - domenica 18 dicembre 2011

(2Sam 7,1-5.8-12.14.16; Rm 16,25-27; Lc 1,26-38)

Oltre la propria angusta misura…

 

   Due figure ci accompagnano ad accostare il mistero del Dio con noi. Due figure non complementari ma antitetiche: Davide e Maria, ossia la pretesa e l’accoglienza umile.
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SANTA LUCIA - martedì 13 dicembre 2011

Occhi nuovi…

 

    La festa di S. Lucia evoca il nostro bisogno di vedere, di non conoscere l’esperienza della cecità. Noi, infatti, la invochiamo come patrona della vista degli occhi.
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III DOMENICA DI AVVENTO - domenica 11 dicembre 2011

(Is 61,1-2.10-11; 1Ts 5,16-24 ; Gv 1,6-8.19-28)

Perdersi per qualcuno…

 

    Quasi alle porte del Natale, la Liturgia ci mette dinanzi come una sorta di apripista la figura di Giovanni il Battista. E il motivo credo lo si possa scorgere nel fatto che la venuta del Signore definisce l’identità e la vita del Battista come dovrebbe definire quella di ogni uomo.
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IMMACOLATA CONCEZIONE - giovedì 8 dicembre 2011

(Gen 3,9-15.20; Ef 1,3-6.11-12; Lc 1,26-38)

Mettere insieme frammenti…

 

   Suona irriverente accostare Maria di Nazaret secondo i canoni di ciò che immediatamente non attira attenzione! Abbiamo sempre avuto bisogno di rivestirla dei tratti della eccezionalità concludendo che, in fondo, tutto per lei dovesse essere facile, proprio perché preservata dal contagio della colpa. Come se non conoscere l’ombra del male significasse esenzione dall’assumere gli ordinari processi di maturazione e comprensione propri di ogni uomo.
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II DOMENICA DI AVVENTO - domenica 4 dicembre 2011

(Is 40,1-5.9-11; 2Pt 3,8-14; Mc 1,1-8)

Confessare il proprio male…

 

    Una certa assuefazione a esperienze di disagio ci ha portato a credere che questo sia l’unico modo possibile di stare al mondo. Come se il mondo in cui viviamo sia il mondo così come Dio l’ha pensato e voluto e a noi non tocchi altro se non altalenare tra disperazione e rassegnazione. E, invece, stando a quanto abbiamo ascoltato dall’apostolo Pietro noi siamo chiamati ad affrettare il giorno in cui sorgeranno nuovi cieli e una terra nuova. E questo a voler significare che quello nostro non è il mondo che Dio ha sognato. Se solo pensassimo al tempo messo a nostra disposizione come l’occasione per affrettare la realizzazione del sogno di Dio! Il tempo come occasione per cercare il bene: tutte le volte che vivo il tempo nell’ansia o nel disimpegno, rallento il compiersi della promessa di Dio.
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I DOMENICA DI AVVENTO - domenica 27 novembre 2011

(Is 63,16-17.19; 64,2-7; 1Cor 1,3-9; Mc 13,33-37)

Stropicciare gli occhi…

 

    Accade un po’ a tutti credo, di sognare se non un tempo di letargo, almeno un attimo di tregua in cui poter dire la parola “stop”. E, invece, è sempre il momento di ricominciare. Quante volte vorremmo fermare questa giostra che è il nostro mondo! Quante volte vorremmo bloccare il tempo poiché viviamo giornate interminabili! Quante volte cogliamo la nostra esistenza come un magazzino pieno di ogni cosa in cui a fatica riusciamo a farci largo perché nuova merce è sempre in arrivo e noi più non riusciamo a smistare ciò che è da tenere e ciò che è da lasciar andare! Quante volte ci sentiamo letteralmente sommersi da emozioni, sentimenti contrastanti che misurano tutta la nostra incapacità e impossibilità a far fronte a ciò che di nuovo già incalza! Vorremmo gridare: basta! E dormire.
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XXXIV DOMENICA DEL T.O. - CRISTO RE - domenica 20 novembre 2011
 

(Ez 34,11-12.15-17; 1Cor 15,20-26.28; Mt 25,31-46)

E’ l’amore che conta…

 

   Giorno di sorprese e di stupore quel giorno. Quando Signore? chiederanno tanto i giusti quanto i malvagi. Quel giorno dischiuderà la comprensione piena di ciò che nella vita abbiamo vissuto e dei volti incontrati. Quel giorno manifesterà quali indirizzi abbiamo frequentato, verso quali recapiti abbiamo mosso i nostri passi. Quel giorno rivelerà che nella vita dell’uomo non c’è nulla di banale se è vero che il porgere un bicchiere d’acqua o il rifiuto di averlo fatto non sarà indifferente. Quel giorno attesterà che il rapporto dell’uomo con il Figlio dell’uomo si gioca nel rapporto dell’uomo con l’uomo
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XXXIII DOMENICA DEL T.O. - domenica 13 novembre 2011

(Pro 31,10-13.19-20.30-31; 1Ts 5,1-6; Mt 25,14-30)

Imparare a metterci il cuore…

 

   Come stare nel “frattempo”? Tra fiducia e paura. La vita di ognuno di noi potrebbe essere accostata secondo la categoria del “frattempo”, quello segnato dalla fiducia a noi accordata dal Signore stesso mentre venivamo alla luce e dall’incontro che ognuno di noi vivrà con lui, faccia a faccia, alla fine della propria esistenza. A ognuno di noi è dato un frammento di tempo in cui mettere a frutto la fiducia degli inizi e preparare così l’incontro ultimo. Come stare in questo “frattempo”?
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XXXII DOMENICA DEL T.O. - domenica 6 novembre 2011

(Sap 6,12-16; 1Ts 4,13-18; Mt 25,1-13)

L’olio della consapevolezza…

 

    Il rischio di una vita senza memoria e senza speranza. È da questo rischio che ci mette in guardia la Parola appena proclamata.
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COMMEMORAZIONE FEDELI DEFUNTI - mercoledì 2 novembre 2011

(Gb 19,1.23-27; Rm 5,5-11; Gv 6,37-40)

A scuola di vita…

 

   Il nostro cuore e la nostra mente oggi sono più popolati che mai del ricordo di quanti hanno vissuto con noi legami e affetti di cui ora non riusciamo più a godere perché la morte li ha strappati alla nostra presa. Volti, nomi, momenti, situazioni si rincorrono nella nostra mente e nel nostro cuore mentre siamo colti da sentimenti di gratitudine per quanto grazie a loro o con loro abbiamo vissuto e di nostalgia per quanto non sarà più possibile sperimentare nuovamente.
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TUTTI I SANTI - martedì 1 novembre 2011

(Ap 7,2-4.9-14; 1Gv 3,1-5; Mt 5,1-12)

Frammenti del volto di Dio…

 

   Viviamo giorni in cui il grigiore raggiunge punte elevate di oscurità e di pessimismo e la nostra fede è messa a dura prova. Tocchiamo con mano l’esperienza della fragilità: un senso di smarrimento pervade la maggior parte delle nostre giornate mentre ci chiediamo se il nostro non è stato solo un bel sogno che ha dovuto fare i conti con la realtà.
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XXXI DOMENICA DEL T.O. - domenica 30 ottobre 2011

(Ml 1,14-2,2.8-10; 1Ts 2,7-9.13; Mt 23,1-13)

Apparire o essere…

 

Il percorso a noi proposto dalla liturgia domenicale è un vero e proprio processo di integrazione tra ruolo e identità.
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XXX DOMENICA DEL T.O. - domenica 23 ottobre 2011

(Es 22, 21-27; 1Ts 1, 5-10; Mt 22, 34-40)

A scuola di umanità…

 

    L’uomo della teologia era andato da Gesù per misurarne l’ortodossia. E così il luogo per eccellenza della spiritualità, qual era il tempio di Gerusalemme, diventa il luogo in cui si da scacco matto a colui che viene percepito come avversario. L’uomo del tempio avrebbe voluto sentire il parere del maestro sulla dottrina dell’amore: la vita ridotta a parole, a proclami. Quell’uomo conosceva le leggi ma aveva smarrito il senso di quelle norme. E invece si ritrova a dover fare i conti non con un discorso sull’amore ma con l’invito a cominciare ad amare.
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XXIX DOMENICA DEL T.O. - domenica 16 ottobre 2011

(Is 45,1.4-6; Sal 95; 1Ts 1,1-5b; Mt 22,15-21)

A Dio ciò che è di Dio…

 

   Strana quell’alleanza fra farisei ed erodiani. Un gioco politico val bene quell’accordo di circostanza. Sembra una pagina di cronaca odierna. Essi che nulla avevano in comune (tantomeno l’argomento che sottopongono al maestro, dal momento che i primi dissentivano, gli altri erano favorevoli) erano andati da Gesù convinti di riuscire a incastrarlo una volta per tutte. Qualunque fosse stata la risposta si sarebbe condannato con le sue stesse mani. E, invece, Gesù affronta la questione da un’altra prospettiva che spiazza i suoi interlocutori: anzitutto riconoscere che ciò che li guida sono soltanto opportunità e interessi, compromessi e aggiustamenti.
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XXVIII DOMENICA DEL T.O. - domenica 9 ottobre 2011
 

(Is 25,6-10a; Fil 4,12-14.19-20; Mt 22,1-14 )

Tra indifferenza e inadeguatezza…

 

   Non era certo favorevole il clima che si respirava nel tempio di Gerusalemme allorquando Gesù riprese a parlare con parabole. Erano gli ultimi giorni della sua vicenda terrena. Aveva desiderato ardentemente raggiungere la città santa: in lui era Dio stesso a visitare il suo popolo. Dio avrebbe voluto celebrare le sue nozze con l’umanità: quanto Gesù aveva operato sui malati, sui poveri, sui peccatori era il segno di questo suo desiderio. Ma ad accoglierlo nel suo ingresso a Gerusalemme solo uno stuolo di poveri, nessuno dei capi del popolo. Da parte loro, infatti, registrava una forte opposizione intenti com’erano alla ricerca di un capo di accusa da poter imputare a suo carico.
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XXVII DOMENICA DEL T.O. - domenica 2 ottobre 2011

(Is 5,1-7; Fil 4,6-9; Mt 21,33-43)

La memoria del dono…

 

    Storia di un amore non corrisposto e di attese frustrate. Potrebbe essere letta da questo versante la storia tra Dio e l’umanità come la storia tra Dio e me. Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna, che io non abbia fatto?
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Venerdì della XXVI settimana del T.O. - venerdì 30 settembre 2011

 (Bar 1,15-22; Lc 10,13-16)

In guardia dalla supponenza…

 

   Trovo un grande dono per noi iniziare il nuovo anno di seminario con la Parola di questo venerdì. In guardia dalla supponenza: racchiuderei in questo invito la ricchezza della Parola odierna.
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Vigilia dei Ss. Arcangeli - mercoledì 28 settembre 2011

(Dn 7,9-10.13-14; Ap 12,7-12; Gv 1,47-51)

Basta che Dio sia Dio…

 

    La celebrazione di questa messa vigiliare narra di un Dio che vuole entrare in comunione con noi scegliendoci come suoi interlocutori ed amici. La festa degli Arcangeli, infatti, racconta di un cielo aperto e di un Dio che ci mette a parte della sua stessa vita, della possibilità di gioire della comunione con lui.
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Martedì della XXVI settimana del Tempo Ordinario - martedì 27 settembre 2011

(Zc 8,20-23; Lc 9,51-56)

Amore inventivo…

 

   Stasera vorrei che ci intrattenessimo alla scuola del santo di cui oggi facciamo memoria: Vincenzo de’ Paoli. Sento questa memoria liturgica come una celebrazione della speranza, quella di poter intraprendere anche noi un cammino nuovo alla sequela del Signore Gesù e del suo Vangelo. Una scuola alquanto singolare quella di Vincenzo de’ Paoli.
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Lunedì della XXVI settimana del Tempo Ordinario - lunedì 26 settembre 2011
 

(Zc 8,1-8; Lc 9,46-50)

Senza pretese…

 

   Presi per mano dalla Parola, ieri venivamo messi in guardia da un cristianesimo di assuefazione e perciò di disaffezione. Oggi, lasciandoci guidare ancora da essa, veniamo invitati a stare a contatto con il cristianesimo della pretesa. Misuriamo con mano, infatti – e il vangelo non la tace – la distanza tra i discepoli e il Maestro: quanto diverso il loro modo di guardare le cose e quanto differente il percorso verso delle soluzioni possibili!
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XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - domenica 25 settembre 2011

(Ez 18,25-28; Fil 2,1-11; Mt 21,28-32)

Il sì e il no…

 

  Ci attraversa sovente la tentazione di stabilire una netta linea di demarcazione per individuare, sulla base di criteri da noi stabiliti, il dentro e il fuori, il sì e il no, chi è per noi e chi non lo è. Il vangelo di questa domenica, tuttavia, ci mette in  guardia da un simile atteggiamento consegnando come criterio per stabilire una eventuale appartenenza non chissà quale sbandierata professione di fede e neanche chissà quale inveterata frequentazione di luoghi sacri bensì la capacità di compiere ciò che sta a cuore a Dio. È la capacità di condividere i sentimenti del Signore Gesù il criterio per stabilire se compiamo o meno la volontà del Padre. Cosa amo? Cosa cerco? Cosa desidero? Cosa mi sta a cuore? Che senso può avere un culto impeccabile quando nelle nostre relazioni dilaga l’ingiustizia? Don Tonino Bello avrebbe detto: a che serve portare una croce al collo quando essa non pende sulle nostre scelte?
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Venerdì della XXV settimana del Tempo Ordinario - venerdì 23 settembre 2011

(Ag 1,15-2,9; Lc 9,18-22)

Al lavoro…

 

Al lavoro… soffrire molto…

   Ascoltando queste parole consegnateci dalla liturgia di questo venerdì, verrebbe da storcere il naso. Chi di noi non sogna un tempo e un luogo in cui finalmente vedere cessare eventuali impegni e soprattutto non essere più confrontati da esperienze dolorose? Quando potremo finalmente godere un meritato riposo e la possibilità di gioire di eventuali risultati raggiunti? E invece veniamo incalzati da una parola che proprio non si rassegna a un simile stato di cose: al lavoro… soffrire molto..
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Giovedì della XXV settimana del Tempo Ordinario - giovedì 22 settembre 2011

(Ag 1,1-8; Lc 9,7-9)

Alla scuola di Erode…

 

    Se alla scuola di Matteo abbiamo appreso a saper riconoscere le occasioni che il Signore offre a noi perché accogliamo la grazia del suo passaggio nella nostra vita, la pagina evangelica odierna ci sollecita a stare a contatto con quell’atteggiamento tipicamente umano che è la curiosità. A impersonare quest’atteggiamento è il re Erode. Come lui ci ritroviamo non poche volte sollecitati a interessarci di tante cose, eppure assai di rado riusciamo a comprenderle oltre il loro accadere: registriamo fatti a mo’ di cronaca ma non siamo in grado di cogliere la portata che quegli eventi possono avere per noi. Penso ai due discepoli di Emmaus vittima dello stesso atteggiamento: conoscono la cronaca dei fatti ma gli manca la chiave per poterli rileggere alla luce del loro rapporto di fede, soltanto perché si tratta di eventi che sono oltre ogni loro aspettativa. In quel caso sarà la presenza di Gesù a restituire loro una diversa comprensione nella misura in cui permetteranno al loro cuore di ardere e aprirsi all’ospitalità di quello straniero che li aveva affiancati sulla strada della loro fuga.
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Mercoledì della XXV settimana del Tempo Ordinario - San Matteo Apostolo ed Evangelista - mercoledì 21 settembre 2011

(Ef 4,1-7.11-13; Mt 9,9-13)

Alla scuola di Matteo…

 

   Alla scuola di Matteo… è qui che ci lasciamo intrattenere stasera dalla liturgia di questa festa. A questa scuola si apprende, anzitutto, che il Signore Gesù è il dono fatto dal Padre a una umanità che conosce sulla sua pelle i tratti della vulnerabilità e del limite.  Non poche volte facciamo fatica a stare a contatto con la nostra personale dimensione di fragilità: ne proviamo vergogna e ribrezzo. Tanto è vero che finiamo per minimizzarla se non addirittura per mimetizzarla. Matteo si presenta per quello che è: peccatore pubblico. Immagino il suo stupore mentre, ancora intento alla sua occupazione, si sente dire: Seguimi! È un uomo consapevole della sua condizione ma non ha paura di manifestarsi così dinanzi a colui che è venuto per sanare chi si riconosce malato. Matteo ci insegna a stare a contatto con la verità di noi stessi senza maschere e con fiducia.
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Martedì della XXV settimana del Tempo Ordinario - martedì 20 settembre 2011

(Esd 6,7-8.12.14-20; Lc 8,19-21)

In principio era l’ascolto…

 

   Quanto mai appropriate, per questo inizio della novena in preparazione alla festa di San Michele, le parole che Esdra mette sulle labbra del re Dario: Lasciate che lavorino a quel tempio di Dio. Trovo siano le parole con cui veniamo presi per mano e guidati dallo stesso Arcangelo Michele. In quel contesto si trattava della possibilità che il re concedeva al popolo che ritornava nella propria terra di edificare di nuovo la casa di Dio. Stasera, per noi, esse risuonano come un invito a costruire un altro tempio, quello del nostro cuore, là dove egli ha scelto di abitare nella misura in cui prestiamo ascolto alla sua Parola e la realizziamo secondo quanto a ciascuno lo Spirito chiede di compiere.
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XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - domenica 18 settembre 2011

(Is 55,6-9; Fil 1,20-24.27; Mt 20,1-16)

Gratuitamente…

 

   Ci scandalizza una pagina evangelica come questa. Facciamo fatica a comprenderla perché ci sembra contro ogni logica e ogni buon senso. Anzi. Di più. Ci appare addirittura contro la nostra stessa concezione della giustizia. Per questo sentiamo nostra la mormorazione degli operai della parabola: una sola ora di lavoro non merita la stessa paga di una giornata intera. E poi: se almeno avesse iniziato a pagare dai primi… E, invece, sappiamo che non è andata così. Evidentemente, si tratta di una scelta voluta proprio per cogliere di sorpresa gli operai della prima ora.
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I Anniversario mia sorella Rosetta - lunedì 12 settembre 2011

(Lc 7,1-10)

Una fiducia disarmante…

 

    A un anno dalla scomparsa di Rosetta ci ritroviamo a pregare per lei e con lei consapevoli che il nostro legame non si è interrotto ma trasformato. So da alcune testimonianze di persone che l’hanno conosciuta attraverso quello che avevo provato a delineare della sua figura il giorno delle esequie o attraverso altre testimonianze, che Rosetta intercede per chi attraversa un dolore o una prova grande. Tanti se la ritrovano inaspettatamente compagna di cammino e sostegno in un momento di fatica. Questo non mi stupisce perché quanti siamo qui abbiamo toccato con mano la grandezza della sua fede fino alla fine proprio mentre il suo corpo andava via via smettendo le sue funzioni vitali.
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XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - domenica 11 settembre 2011

(Sir 27,30-28,7; Rm 14,7-9; Mt 18,21-35)

Ricordo e perdono…

 

   Viaggio molto faticoso, a volte pressoché impossibile, quello propostoci dalla liturgia di questa domenica. La meta è la disponibilità a spezzare la catena dell’odio nelle relazioni tra gli uomini mentre il punto di partenza è la guarigione del cuore e la purificazione della memoria. Se, talora, la prospettiva della meta può anche avvincere, dobbiamo confessare di essere incapaci di muovere un passo dal punto di partenza. Nulla di meno spontaneo di un simile spostamento. Al limite saremmo disposti a perdonare qualche volta, a seconda dei casi, se merita… E anche qualora riuscissimo, che fatica a dimenticare il torto ricevuto, il male subito! Che cos’è, infatti, il rancore se non una memoria bloccata?
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Natività di Maria - giovedì 8 settembre 2011

(Rm 8,28-30; Mt 1,1-16.18-23)

Storia di benedizione…

 

   Celebriamo la nascita di Maria. A noi come quel giorno a Giuseppe viene ripetuto: Non temere di prendere con te Maria. Sappiamo cosa abbia significato per Giuseppe accogliere questo invito dell’angelo. Ma per noi cosa potrebbe significare?
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Mercoledì della XXIII settimana del Tempo Ordinario - mercoledì 7 settembre 2011

(Lc 6,20-26)

Beati…

 

    Beati voi… beati voi… E perché mai? Cos’avevano quegli uomini di tanto diverso da riconoscere in loro addirittura una esperienza di felicità raggiunta?
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XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - domenica 4 settembre 2011

(Ez 33,1.7-9; Rm 13, 8-10; Mt 18, 15-20)

Vie di misericordia…

 

  Come stai nella vita, nelle relazioni? Con che sguardo, con quale atteggiamento? Come stai di fronte a chi ha sbagliato? Quando e come intervenire? Con l’atteggiamento di chi sa custodire l’altro che gli è affidato o con animo spadroneggiante? Che cosa può far sì che noi passiamo da una “folla di solitudini” a una “comunione di volti e di storie”? Trovo siano queste le domande che emergono dalle pagine che la liturgia ci ha appena consegnato.
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XXII DOMENICA DEL T.O. - domenica 28 agosto 2011
 

(Ger 20, 7-9; Rm 12, 1-2; Mt 16, 21-27)

Non secondo gli uomini…

 

    Pensare secondo Dio… e come si fa, Signore? Ammesso poi che sia sempre chiaro discernere ciò che è secondo Dio e ciò che non lo è… A quanto pare anche la più bella professione di fede (Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente, così aveva riconosciuto Pietro e ciò gli aveva meritato una insolita beatitudine da parte del Maestro: Beato te, Simone… ) nasconde una sottile tentazione che immediatamente è difficile da riconoscere. Non al riparo è persino l’essere investiti di una responsabilità tanto importante qual era quella conferita a Pietro. Non a caso Pietro protesta guidato com’è dall’affetto per il suo Maestro!
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XXI DOMENICA DEL T.O. - domenica 21 agosto 2011

(Is 22,19-23; Rm 11,33-36; Mt 16, 13-20)

Dall’opinione alla fede…

 

   Li avrà portati apposta in quel luogo per nulla confessionale: Cesarea di Filippo. Forse perché uscissero da quel linguaggio che va sotto il nome di ecclesialese, proprio degli addetti al mestiere e non sempre capace di parlare al cuore dell’uomo. Domande puntuali quelle rivolte agli apostoli perché imparassero a compiere un passaggio non senza conseguenze: dall’opinione alla fede.
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SAN BERNARDO ABATE - PATRONO DI RANZI - sabato 20 agosto 2011

Non disperare… Dio è buono!

 

    Chissà cosa avranno pensato i monaci di Citeaux il giorno in cui alla porta del loro monastero bussò un giovane sulla ventina, insieme ad altri trenta giovani tra parenti ed amici? Era un monastero fondato da poco e già decadente: stava per essere chiuso quando Bernardo vi giunge. Che cosa spingerà mai suo padre e altri tra fratelli e zii a seguirne le orme pochi anni dopo? Indubbiamente Bernardo doveva essere quello che noi oggi definiremmo un leader, un trascinatore se a Citeaux non ci sarà posto per tutti quelli che vorranno seguirlo e perciò sarà necessario fondare altri monasteri: oltre 350! Aveva solo 25 anni quando si troverà a fondare e guidare il monastero di Chiaravalle.
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ASSUNZIONE BEATA VERGINE MARIA - lunedì 15 agosto 2011

(Ap 11,9; 12,1-6.10; 1Cor 15,20-27; Lc 1,39-56)

Non ultima è la morte…

 

    Se ieri, per mano dalla donna Cananea, venivamo sollecitati a una fede capace di reggere il silenzio di Dio, oggi, per mano di un’altra donna, Maria di Nazaret, siamo chiamati a una fede in grado di fronteggiare lo strapotere del male e della morte. Ieri, la fede di una donna che riesce ad ottenere da Dio ciò che lei desiderava, oggi, la fede di un’altra donna che consente a Dio di compiere ciò che egli desidera. È ancora una donna, dunque, ad aiutarci a varcare la soglia della fede.
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XX DOMENICA DEL T.O. - domenica 14 agosto 2011
 

(Is 56,1.6-7;Rm 11,13-15.29-32;  Mt 15, 21-28)

La fede delle briciole…

 

   Ne veniva da una intensa discussione riguardante le pratiche religiose: i farisei lo avevano redarguito perché i suoi discepoli prendevano cibo con le mani sporche senza attenersi alle prescrizioni antiche. Gesù, pressoché invano, aveva provato a far capire che il rapporto con Dio non è anzitutto una questione di mani pulite ma di un cuore sincero.
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XIX DOMENICA DEL T.O. - domenica 7 agosto 2011

(1 Re 19, 9.11-13; Rm 9, 1-5; Mt 14, 22-33)

Il quando della fede…

 

   “Dio! Dio! Dio! Se lo vedessi! Se lo sentissi! Dov'è questo Dio?”. Quante volte abbiamo fatto nostre queste parole che ne I promessi sposi sono messe in bocca all’Innominato nel dialogo con il cardinal Borromeo. Come lui, al cardinale che gli dice di metterlo a parte della buona nuova che ha da consegnargli, vorremmo ripetere: “Una buona nuova, io? Ho l’inferno nel cuore”.
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Festa del Perdono di Assisi - martedì 2 agosto 2011

Perdonati…

 

    Siamo qui e siamo altrove, stasera. Qui fisicamente ma col cuore alla Porziuncola, in Assisi, per assaporare la stessa esperienza di Francesco quella notte del 1216 quando, dopo una esperienza di forte tentazione, si sentì trasportare dagli angeli nella piccola chiesa di S. Maria degli Angeli dove chiese ed ottenne il perdono per tutti coloro che sarebbero passati da quel luogo di grazia.

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XVIII DOMENICA DEL T.O. - domenica 31 luglio 2011

(Is 55,1-3; Rm 8,35.37-39; Mt 14,13-21)

Oltre la logica…

 

Oltre la logica

     Il suo amico e precursore Giovanni era stato messo a morte nel carcere di Macheronte. Logica avrebbe voluto che Gesù si ritirasse – e l’intento era appunto quello – per farne il lutto e rielaborare gli ultimi eventi che lo riguardavano. Quella che stava vivendo doveva essere una vera e propria crisi accompagnata da un certo disorientamento. E invece si ritrova davanti una folla che con quel mettersi alla sua ricerca gli chiede di andare oltre la logica. E lui acconsente con la compassione di chi ha occhi e cuore per la fatica altrui.
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Santa Marta - venerdì 29 luglio 2011

(1Gv 4,7-16; Lc 10,38-42)

Lasciar fare…

 

    Ci sono case che frequentiamo più che volentieri, soprattutto quando in esse si gioisce della nostra presenza o quando vi riconosciamo persone che per noi sono particolarmente significative. Oggi il vangelo ce ne indica una verso la quale affrettare i nostri passi più spesso di quanto facciamo così da ritrovare il senso di tante nostre cose. È la casa di Marta, Maria e Lazzaro. Una casa verso la quale lo stesso Gesù più volte ha diretto i suoi passi ricercando il conforto dell’amicizia. Sarà stato così anche quel giorno. Avrà avuto bisogno anche lui di fermarsi mentre era in cammino con i suoi discepoli. Persino Gesù ha conosciuto la sosta e la necessità di un conforto.
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XVII DOMENICA DEL T.O. - domenica 24 luglio 2011

(1Re 3,5.7-12; Rm 8,28-30; Mt 13,44-52)

Vera fortuna il Vangelo…

 

    Avete compreso tutte queste cose? Così chiedeva Gesù ai discepoli dopo aver a lungo parlato del regno di Dio. Vorrei fare mia la loro risposta anche se, a giudicare dalla piega che prenderanno in seguito gli eventi, non so con quanta consapevolezza avevano risposto di quel giorno.
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Santa Maria Maddalena - venerdì 22 luglio 2011

(Ct 3,1-4; Gv 20,1-2.11-18)

Quando era ancora buio…

 

   In questa festa di Santa Maria Maddalena vogliamo metterci sui suoi passi per ripercorrerne il cammino. Con lei scopriamo che l’evento che fonda la nostra fede non conosce il linguaggio dello scombussolamento o del trionfo o dell’esplosione. Nessuno ne è stato spettatore.
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XVI DOMENICA DEL T.O. - domenica 17 luglio 2011

(Sap 12,13.16-19; Rm 8,26-27; Mt 13,24-43)

il discepolo e l’incompiuto…

 

    Portiamo tutti nel nostro cuore il desiderio recondito di un tempo e di un luogo in cui fiorisca soltanto del buon grano, un tempo e un luogo in cui, finalmente, cessi quella strana mescolanza di bene e di male che è la nostra vita.
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Beata Vergine del Carmelo - sabato 16 luglio 2011

(1Re 18,42-45; Gal 4,4-7; Gv 19,25-27)

Alla scuola di Maria …

 

   La liturgia della festa della Beata Vergine del Monte Carmelo ci suggerisce una sosta su un altro monte, il Calvario, là dove una donna e un uomo accolgono il testamento del Figlio di Dio appeso ad una croce: Guarda, è tua madre!... Guarda, è tuo figlio!...
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XV DOMENICA DEL T.O. - domenica 10 luglio 2011

(Is 55, 10-11; Rm 8, 18-23; Mt 13, 1-23)

Nuova vita possibile…

 

    Ho provato a contemplare a lungo l’immagine con cui si apre la pagina evangelica. Quali provocazioni in quell’uscire del seminatore a seminare! Mi pare indichi anzitutto un atteggiamento di speranza quel suo gesto! Altra vita è ancora possibile e Dio la semina a piene mani anche là dove tu non saresti disposto a scommettere che possa accadere. Questo pensa Dio del terreno che è la nostra umanità: tu puoi ancora portare il frutto sperato. E perché ciò accada Dio non teme che qualcosa vada disperso o sprecato.
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Matrimonio Massimo - Daniela - sabato 9 luglio 2011

(Is 61, 10-11; 62, 1-5; 1Gv 4,7-12; Mt 19,3-6 )

Tessere fili…

 

   Ho letto con attenzione, caro Massimo, la mail che pochi giorni fa mi hai inviato su FB. Ho provato a mettermi in ascolto di ogni parola che tu hai voluto condividere con me. Ma mi rendevo conto, proprio mentre leggevo e rileggevo, che dietro quelle parole c’erano le vostre storie, la tua e quella di Daniela, e poi quello che Dio sta scrivendo con voi e per voi.
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XIV DOMENICA DEL T.O. - domenica 3 luglio 2011
 

(Zc 9,9-10;  Rm 8,9.11-13; Mt 11,25-30)

Una nuova unità di misura…

 

    Imparate da me… non abbiate paura di mettervi alla mia scuola. La vostra fatica non è un impedimento. Siamo qui proprio per questo, per apprendere qualcosa che non fa parte del nostro patrimonio abituale. Di domenica in domenica torniamo alla scuola del vangelo per consegnare al Signore la nostra fatica a vivere fino in fondo la nostra vocazione. Veniamo qui non per apprendere un insegnamento ma per fare nostro un modo di essere, un modo di vivere.
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SACRATISSIMO CUORE DI GESU' - venerdì 1 luglio 2011

(Dt 7,6-11; 1Gv 4,7-16; Mt 11,25-30)

Le ragioni del cuore…

 

    Dio ha un cuore… È di questo che ci parla l’odierna solennità. Certo, si tratta di una festa recente, istituita in seguito alle rivelazioni del Sacro Cuore a Santa Margherita Alacoque. Eppure è una festa che ha le sue radici nella Trinità stessa.
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Ss. Pietro e Paolo - Messa del giorno - mercoledì 29 giugno 2011

(At 12,1-11; 2Tm 4,6-8,17-18; Mt 16,13-19)

Rimanere credenti…

 

    Vie diverse di sequela dell’unico Maestro. Solo la fantasia dello Spirito poteva mettere insieme persone così distanti l’una dall’altra.

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Ss. Pietro e Paolo - martedì 28 giugno 2011

(At 3,1-10; Gal1,11-20; Gv 21,15-19)

L’essenziale: Gesù Cristo…

 

   La geografia dello Spirito, quella che la liturgia della Parola di questa messa nella vigilia dei Ss. Pietro e Paolo ci consegna: il tempio, la strada di Damasco, il mare di Tiberiade. Luoghi diversi e distanti l’uno dall’altro, nei quali viene dischiusa una precisa immagine di Chiesa.
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CORPUS DOMINI - Messa vespertina - domenica 26 giugno 2011

(Dt 8,2-3.14b-16a;  1Cor 10,16-17; Gv 6,51-58)

Ricordati …

 

    Che cos’è questo voler ornare una volta l’anno le nostre piazzette e le nostre case con fiori? È solo il perpetuare una tradizione antica tipica di questa nostra comunità tanto da renderla famosa non solo in Italia ma anche all’estero? Cosa c’è dietro questo concorso di tutti nel voler far sì che Ranzi sia ancora più bella in questo giorno? Ho provato a lasciar parlare la bellezza delle nostre infiorate e sentivo ripetere un invito, lo stesso che abbiamo ascoltato dalla pagina del Deuteronomio: Ricordati…
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CORPUS DOMINI - Messa del giorno - domenica 26 giugno 2011

(Dt 8,2-3.14b-16a;  1Cor 10,16-17; Gv 6,51-58)

Nutrirsi di Cristo …

 

   Di che cosa avrà mai parlato Gesù nella sinagoga di Cafarnao se quel giorno non pochi discepoli ebbero paura di continuare a seguire uno che aveva usato parole come quelle?
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S. Giovanni Battista - venerdì 24 giugno 2011

 (Is 49,1-6; At 13,22-26; Lc 1,57-66.80)

Scuola di periferia …

 

    Nel celebrare la natività di Giovanni Battista vorremmo portarci idealmente nei luoghi della sua vita per porci anche noi alla sua scuola. Deve essere stata una scuola tutta singolare se persino Gesù, il Figlio di Dio, ha sentito il bisogno di frequentarla, con compagni di classe che non erano certi della Gerusalemme o della Nazaret bene: pubblicani e peccatori. A quella scuola Gesù ha imparato la più grande lezione che egli incarnerà nel suo annuncio e nel suo operare: Dio sta con i peccatori. Dio non è mai neutrale. È un Dio compromesso con la sorte dei poveri, con la sorte di chi giace nelle tenebre e nell’ombra della morte. Dio fa grazia agli umili. Qualcosa può cambiare nella linea normale delle generazioni e proprio mentre tutto sembra avviarsi verso un destino di morte, qualcuno riesce a marcare un ribaltamento delle sorti dell’umanità.
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SS. TRINITA' - domenica 19 giugno 2011

(Es 34,4-6.8-9; 2Cor 13,11-13; Gv 3,16-18)

Una storia di amore…

 

     Vorrei tanto avere il desiderio che abitava nel cuore di Mosè, il desiderio di vedere la gloria di Dio e ritrovarmi a contemplare nell’adorazione come Dio si manifesta: sempre oltre ogni umana aspettativa. Il Dio potente che Mosè si aspettava di incontrare si manifesta come il Dio misericordioso. Vorrei tanto avere il desiderio di capire di Nicodemo che, seppur nel timore della notte, osa fare domande che scombussolano le sue certezze: il suo desiderio di capire sarà appagato solo dopo la morte di Gesù quando avrà toccato con mano cosa intendeva Gesù quando parlava di un Dio che tanto ama il mondo da dare il suo Figlio unigenito.
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S. Antonio di Padova - Festa Borgata S. Antonio - sabato 18 giugno 2011

(Is 61,1-3; Ef 4,7.11-15; Lc 10,1-9)

Far parlare gli eventi …

 

Non è facile accostare una figura di santità come quella di sant’Antonio di Padova. Lo si coglie subito come un grande uomo, un grande predicatore, un grande taumaturgo. Ma Antonio di Padova non fu soltanto questo. Egli fu anzitutto un uomo semplice e sapiente. Ben calato nel suo momento storico, stette a contatto con la realtà del suo tempo non soltanto a partire da una lettura cronachistica degli eventi ma attingendo dalla Parola di Dio quella luce necessaria per affrontare ciò che la vita gli chiedeva di assumere.

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Venerdì della XI settimana del T.O. - venerdì 17 giugno 2011

(2Cor 11,18-11.-30; Mt 6,19-23)

Il tesoro e il cuore …

 

    Imparare a guardare le cose nella giusta luce. Non rendersi schiavi di nulla e di nessuno. Il nostro cuore è spesso attraversato da una profonda illusione: credere che la vita dipenda da ciò che si è riusciti a mettere da parte per se stessi. C’è una sorta di avidità insaziabile che si traduce come non sapersi accontentare di quello che si è e di quello che si ha. L’accumulo senza limiti finisce per avere conseguenze deleterie su di sé e sugli altri. Per questo il Signore Gesù ci chiede di riconoscere questo meccanismo perverso che finisce per snaturare il rapporto con le cose. Questo tipo di ricchezza – annota Gesù con sano realismo – è sempre a rischio di logoramento o di furto. C’è invece un altro tipo di ricchezza che è sempre a nostro vantaggio e la cui stabilità è eterna e ha a che fare con l’opposto di quella bramosia che è la cupidigia: è una ricchezza che si acquista condividendo e la si ottiene usando compassione e misericordia, restituendo dignità a chi è nel bisogno.
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Giovedì della XI settimana del T.O. - giovedì 16 giugno 2011

(2Cor 11,1-11; Mt 6,7-15)

Osare la relazione …

 

Dopo essere stati messi in guardia dal Signore Gesù circa il rischio dell’ostentazione nella nostra vita, oggi veniamo introdotti nel cuore della vita cristiana. Lo specifico della vita cristiana è una preghiera e non anzitutto una dottrina. Pregare è vivere secondo il vangelo. La lieta notizia per noi è che la preghiera è relazione. Il Vangelo non si riassume in una verità ma in una relazione. Questa lieta notizia risuona ancora una volta in una cultura come la nostra che ha perso la fiducia ed è non poche volte caratterizzata da relazioni arrabbiate. A questa nostra cultura è consegnato un volto, quello del Padre. A lui puoi rivolgerti proprio come farebbe un bambino con suo padre, con fiducia, osando.

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Mercoledì della XI settimana del T. O. - mercoledì 15 giugno 2011

 

(2Cor 9,6-11; Mt 6,1-6.16-18)

in guardia dall’ostentazione …

 

   Trovo come una grazia singolare il fatto che questo nostro incontro in preparazione alla festa di S. Antonio sia introdotto e rischiarato da una parola che mette subito a tema uno stile: in guardia dall’esibizionismo. Sento in questa parola un invito a mutare lo sguardo, un invito a mutare il proprio sentire.
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Sant'Antonio di Padova - lunedì 13 giugno 2011

   

(Sap 7,7-14; Mc 16,15-20)

Passione per l’uomo – passione per Dio…

 

 

      Torna, ogni anno, questo appuntamento con una figura di santità, quella di Antonio di Padova, che più di ogni altra, forse, ci ricorda i tratti del volto di Dio. Forse è per questo che Antonio conosce una simpatia in ogni dove, persino fuori dallo stretto ambito cristiano.
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DOMENICA DI PENTECOSTE - domenica 12 giugno 2011
 

(At 2,1-11; 1Cor 12,3b-7.12-13; Gv 20,19-23)

 Un alito di vita …

 

Ricevete lo Spirito Santo…

     Più ancora che le porte del cenacolo, quella sera, chiuso era il cuore degli Undici, barricato dentro le proprie convinzioni e riserve, paralizzato dalle proprie paure. Le tenebre della sera che incombeva erano figura di ben altre tenebre, di quelle dell’incapacità di credere alla risurrezione del Maestro. La chiusura era stata la reazione dei discepoli all’annuncio recato loro da Maria di Magdala di aver visto il Signore. Tra gli Undici c’erano anche Pietro e il discepolo che Gesù amava, i quali avevano toccato con mano che quella mattina era davvero accaduto qualcosa. Ma nulla. C’era qualcosa cui essi attribuivano un potere superiore a quello del Signore: per timore dei Giudei… Ripenso a tutte quelle situazioni cui io attribuisco un potere paralizzante di fronte al quale finisco per concludere: neanche Dio può farci più nulla.
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ASCENSIONE DEL SIGNORE - domenica 5 giugno 2011

(At 1,1-11; Ef 1,17-23; Mt 28,16-20)

 Il potere e la gloria …

 

   Le donne avevano avuto ragione. Erano corse a riferire agli apostoli che il Signore li attendeva in Galilea. Essi ci erano andati ma con tanti dubbi, come annota Matteo. Forse ci erano andati con l’animo dei reduci, di chi, cioè, custodisce nel cuore la bella memoria di un tempo che fu ma che più non ritorna. Tutto molto bello finché era durato: ma adesso?
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Venerdì della VI settimana di Pasqua - venerdì 3 giugno 2011

(At 18,9-18; Gv 16,20-23)

Non temere…

 

    “Non aver paura…”. Si realizza la promessa di Gesù nei discorsi dell’ultima cena: “Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi” (Gv 14,18). Si tratta di una parola che torna tantissime volte nella Scrittura a indicare che ne abbiamo bisogno e non solo noi, persino grandi personaggi come Giosuè, Maria, Giuseppe.
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Giovedì della VI settimana di Pasqua - giovedì 2 giugno 2011

(At 18,1-8; Gv 16,16-20)

La vera gioia…

 

    In quel dialogo cuore a cuore tra il maestro e i discepoli in quella che fu sera di consegne, tra le altre cose Gesù invitava i suoi a non perdere di vista la meta: vivere nella gioia. La vostra tristezza si cambierà in gioia.
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Mercoledì della VI settimana di Pasqua - mercoledì 1 giugno 2011

(At 17,15.22-18,1; Gv 16,12-15)

A scuola di attenzione…

 

   Quella sera, prima di lasciare i suoi, in quel dialogo cuore a cuore, i discepoli forse non erano consapevoli di essere trattenuti dal Maestro a una scuola un po’ sui generis: a scuola di attenzione e di gradualità. Fa tenerezza sentire che Gesù abbia attenzione per le nostre capacità e per i percorsi di ognuno. Fa tenerezza che lui si metta al nostro passo, che abbia occhi per la gradualità dei cammini: per ora non siete capaci di portarne il peso.
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Visitazione della B.V. Maria - martedì 31 maggio 2011

(Sof 3,14-17; Lc 1,39-56)

Su quell’uscio…

 

  Sull’uscio della casa di Elisabetta… È qui che ci trattiene questa festa della Visitazione. Un uscio da non varcare in fretta. Un uscio su cui indugiare a lungo se vogliamo cogliere il senso del mistero di quella visita non programmata da alcun calendario se non da quello del cuore di Maria.
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Lunedì della VI settimana di Pasqua - lunedì 30 maggio 2011

(At 16,11-15; Gv 16,26-16,4)

Martiri…

 

    Mai casuale la parola che il Signore dispone come alimento per il nostro cammino. Proprio all’inizio di questo corso di esercizi spirituali in preparazione alla vostra ordinazione diaconale e presbiterale il Vangelo ci ridice il senso di ciò che state per compiere: anche voi date testimonianza… chiamati alla martyria, al martirio.
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VI DOMENICA DI PASQUA - domenica 29 maggio 2011

(At 8,5-8.14-17; 1Pt 3,15-18; Gv 14,15-21)

 Tra la dimora e la strada …

 

   Tra la dimora e la strada: sono i due ambiti nei quali ci trattiene quest’oggi una liturgia della Parola che ci invita a vivere non a scompartimenti.
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Venerdì della V settimana di Pasqua - venerdì 27 maggio 2011

(At 15,22-31; Gv 15,12-17)

Per amore…

 

   L’amore di cui Dio ci fa dono è un amore che allarga continuamente l’orizzonte delle proprie appartenenze. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli atri, come io vi ho amati. Ecco l’orizzonte nuovo verso cui tendere e non già quello di un comando impossibile.
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Giovedì della V settimana di Pasqua - giovedì 26 maggio 2011

(At 15,7-21; Gv 15,9-11)

Riconoscere…

 

    Guidati dal Maestro siamo arrivati oggi al cuore dell’evangelo e della vita cristiana: Come il Padre ha amato me così anch’io ho amato voi…Qui la rivelazione di Dio è compiuta: siamo come di fronte ad una scena originaria: Dio è amore. Il contesto in cui Gesù consegna simili parole è quello della cena durante la quale, perché non equivocassimo su Dio, egli, il Signore e il Maestro, si alzò da tavola e cominciò a lavare i piedi dei discepoli. È l’accoglienza di questa rivelazione, sembra dirci Gesù, che decide se abbiamo colto o meno l’essenza dell’evangelo di Dio. Questa scena originaria rimane sullo sfondo di ogni parola e di ogni evento della vicenda di Gesù attraversata da un’unica passione: quella di attestare che ciascuno di noi è amato di un amore unico, singolare. E tale vicenda è nel segno di una dismisura, di una eccedenza dell’amore in vista di un orizzonte nuovo: questo vi ho detto perché la vostra gioia sia piena.
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Mercoledì della V settimana del T.O. - mercoledì 25 maggio 2011

(At 15,1-6; Gv 15,1-8)

Rimanere…

 

    Io sono la vera vite: è questa la lieta notizia per il nostro cammino dietro il Risorto. Più volte e in diversi modi Dio aveva piantato e curato un’altra vigna, il suo popolo Israele perché fosse nel mondo il segno di una umanità capace di giustizia. E tutte le volte Dio aveva incontrato non poche resistenze e numerosi fallimenti. Ma la delusione per la mancata produzione di frutti di giustizia non ha mai spento la sua speranza.
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Lunedì della V settimana di Pasqua - lunedì 23 maggio 2011

(At 14,5-18; Gv 14,21-26)

Accogliere, voce del verbo amare…

 

    Nel contesto dell’ultima cena era accaduto ai discepoli – paradossale ma vero – che Cristo, quel Cristo, non bastasse. A Giuda, non l’Iscariota, che aveva chiesto perché mai non si rivelasse al mondo con potenza, con qualcosa, cioè, che finalmente costringesse gli avversari a piegare la testa, Gesù aveva risposto facendo leva su tutt’altri ingredienti.
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V DOMENICA DI PASQUA - domenica 22 maggio 2011

(At 6,1-7; 1Pt 2,4-9; Gv 14,1-12)

 Continua ad aver fiducia …

 

 Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto…

    Se non sapessimo da dove sono tratte queste parole, potremmo a buon diritto metterle sulle labbra di un innamorato deluso che dice alla sua amata: ma come? Ancora non mi conosci? Abbiamo condiviso tante cose insieme e tu non sai chi sono?
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Martedì della IV settimana di Pasqua - martedì 17 maggio 2011

(At 11,19-26; Gv 10,22-30)

Questione di voce… questione di mani…

 

 

    Di quante cose era memoria quella rigida giornata di inverno che vedeva sempre più distanti il Maestro che parlava di un legame con le sue pecore che non viene mai meno perché nessuno può rapirle dalla sua mano e i Giudei che per tutta risposta portarono di nuovo delle pietre per lapidare Gesù (v. 31). Da una parte Gesù attraversato da un’unica grande passione, quella che gli uomini abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza e dall’altra una volontà omicida che cercava solo di coglierlo in fallo. Non era solo climatico quell’inverno: gelido era il cuore.
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Lunedì della IV settimana di Pasqua - lunedì 16 maggio 2011

(At 11,1-18; Gv 10,11-18)

I care, il verbo di Dio…

 

    L’immagine è ancora quella del pastore. Il vangelo la richiama a più riprese e con insistenza, a voler suggerire il modo in cui Dio sta di fronte al suo popolo: la mia vita dentro uno sguardo e un gesto d’amore. Quello sguardo e quel gesto attestano il desiderio di Dio: che l’uomo abbia la vita e l’abbia in abbondanza. Lo desidera a tal punto da morirne: do la mia vita per le pecore. Non un Dio che chiede la vita dei suoi, ma un Dio che offre la sua. Se c’è un verbo che traduce l’amore questo è il verbo dare, offrire. Quando si ama, infatti, non si pensa più a se stessi, si vive decentrati, espropriati.
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IV DOMENICA DI PASQUA - domenica 15 maggio 2011

(At 2,14.36-41; 1Pt 2,20b-25; Gv 10,1-10)

 Apriti …

 

    Le immagini sono di quelle che ti seducono: una relazione in cui sei conosciuto e chiamato per nome, tu con la tua storia, uno ad uno; un essere preso e guidato verso un’esperienza di vita piena. Se poi non si dimentica il contesto in cui Gesù consegna queste immagini, esse affascinano ancora di più. Aveva appena guarito un uomo cieco dalla nascita: gli aveva consentito di guardare le cose non attraverso intermediari ma di persona. E tuttavia questo aveva suscitato sdegno e riprovazione proprio da parte di coloro che più di altri avrebbero dovuto gioire di una simile opportunità. Quanta resistenza in quegli uomini del tempio chiusi nelle loro convinzioni! Quanta fatica a condurli fuori da un recinto fatto di prescrizioni e divieti che aveva finito per diventare per loro e per altri un luogo di schiavitù religiosa! Chi non accetta di lasciarsi condurre fuori resta nel recinto della paura e della morte.
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Venerdì della III settimana di Pasqua - venerdì 13 maggio 2011

(At 9,1-20; Gv 6,52-59)

Desiderati…

 

     Chi mangia la mia carne vivrà in eterno. Per quasi 8 volte torna questo ritornello a volerci dire che Gesù possiede qualcosa che capovolge la vita destinata alla morte. Un ritornello che  viene ripetuto: prendi e mangia. Farsi dono è una necessità di Dio. Farsi pane è un bisogno di Dio.
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Giovedì della III settimana di Pasqua - giovedì 12 maggio 2011

(At 8,26-40; Gv 6,41-51)

L’umiltà di Dio…

 

E mormoravano di lui.

    Mormorare, ossia il verbo della ribellione, il verbo della incredulità. Quand’è che si mormora? Quando la realtà non coincide con le mie aspettative.
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Mercoledì della III settimana di Pasqua - mercoledì 11 maggio 2011

(At 8,1--8; Gv 6,35-40)

Custoditi…

 

Questa è la volontà del Padre mio…

    La volontà di Dio. Quanta fatica nell’individuare ciò che Dio vuole dalla nostra vita. Quante volte ci siamo ritrovati a chiederci: avrò fatto quello che davvero Dio voleva?
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Martedì della III settimana di Pasqua - martedì 10 maggio 2011

(At 7,51-8,1; Gv 6,30-35)

Fidarsi…

 

Quale segno tu fai perché possiamo fidarci?

    Ecco qui la pretesa di fondare la propria fede sulla base di prodigi straordinari. Ma per chi sta nella vita con l’animo chiuso non c’è segno che tenga se non è bastato il segno di aver sfamato una folla di cinquemila persone con cinque pani e due pesci. Per quella folla non erano abbastanza neanche le dodici ceste avanzate. Il problema, infatti, non è il segno in sé ma la mia capacità di fidarmi lasciando parlare la vita, gli eventi, le persone, le situazioni. È vero: siamo a contatto con Dio molto più spesso di quanto crediamo ma non è scontato accorgercene. Non era forse accaduto così a quella folla? Per chi sta nella vita con animo grato e non con un cuore asservito tutto parla, tutto è segno: dallo sguardo di una persona a una parola detta con tono mite, dal gesto di tenerezza a una intuizione che attraversa il tuo cuore. Perché anche così Dio sta saziando la tua fame. Beato te se non ti scandalizzi della fragilità del segno!
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Lunedì della III settimana di Pasqua - lunedì 9 maggio 2011

(At 6,8-15; Gv 6,22-29)

In guardia dalla sazietà…

 

   Era stato come rincorso da quella folla che finalmente aveva trovato chi potesse provvedere a saziare la sua fame di cibo. Come darle torto, d’altronde? Aveva trovato chi con cinque pani e due pesci era in grado di provvedere a cinquemila uomini. Quale migliore occasione? Uno che ti sfama… Sarebbe stata pronta volentieri a consegnargli la propria sottomissione: tanto è vero che lo avrebbe voluto suo re. Si sa, per quanto li si patisca, dà sempre sicurezza vivere all’ombra di un faraone che ti assicuri il necessario, anche se sfamandoti ti mette a tacere.
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III DOMENICA DI PASQUA - domenica 8 maggio 2011

(At 2,14.22-33; Sal 15; 1Pt 1,17-21; Lc 24,13-35)

 In principio la relazione …

 

    Sembra scritta per noi quella pagina di Lc tra le più belle del vangelo. Come se presagissimo che l’avventura di quei due di Emmaus trascenda la loro vicenda perché disegna l’avventura di ogni uomo. Sembra scritta per noi che ce ne andiamo proprio come i due di Emmaus delusi per il crollo di non pochi sogni e speranze cui avevamo affidato mente e cuore. Sembra scritta per noi che ci ritroviamo per strade che a mano a mano che procediamo sembrano infittirsi del buio delle nostre disillusioni. Sembra scritta per noi che proviamo a sfidare il buio imbastendo discorsi che altro non fanno se non battere l’aria.
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Venerdì della II settimana di Pasqua - venerdì 6 maggio 2011

(At 5,34-42; Gv 6, 1-15)

La predilezione per il nulla …

 

    Gesù passò all’altra riva del mare… quale simbologia in quella traversata proposta anche ai discepoli sollecitati a non lasciarsi imprigionare dalla meschinità delle visioni abituali e invitati alla scuola della sproporzione!
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Gioedì della II settimana di Pasqua - giovedì 5 maggio 2011

(At 5,27-33; Gv 3,31-36)

Appartenere…

 

     Quella professione di fede che Nicodemo non è riuscito a compiere, la liturgia la pone sulle labbra di Giovanni il Battezzatore. A Nicodemo Gesù aveva rivelato: Dio ha tanto amato il mondo… Ora Giovanni fa eco a queste parole che Gesù ha appena proclamato: Il Padre ama il Figlio… Chi crede nel figlio ha la vita eterna. Queste parole di Giovanni ci consegnano il cuore della vita cristiana che non è né una dottrina, né una morale e tanto meno una ascesi. Il cuore della vita cristiana è l’amore, l’amore incredibile di Dio per noi. Dicevamo già ieri che noi non siamo cristiani perché amiamo Dio. Siamo cristiani perché crediamo che Dio ci ama.
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Mercoledì della II settimana di Pasqua - mercoledì 4 maggio 2011

(At 5,17-26; Gv 3,16-21)

Dio – amore – mondo…

 

   Ancora il dialogo nella notte di Nicodemo. Quel dialogo tocca stavolta il tema della vita eterna. Che cosa intendeva Gesù con questa espressione? Non tanto una vita dilatata nel tempo quanto una vita qualitativamente diversa, vale a dire una vita trasfigurata da una bellezza che le può venire solo da Dio.
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Ss. Filippo e Giacomo - martedì 3 maggio 2011

(1Cor 15.1-8; Gv 14,6-14)

Lungo la via…

 

     Ognuno di noi, fin dalle prime battute della sua vita porta in cuore un forte desiderio di un luogo dove riconoscersi, di una casa dove ritrovarsi. E questo luogo e questa casa sono cercati nei modi più disparati. La Parola di  oggi ci annuncia un luogo e una casa particolari. Questo luogo e questa casa sono una relazione tutta particolare che a noi era preclusa: il Padre.
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Lunedì della II settimana di Pasqua - lunedì 2 maggio 2011

(At 4,23-31; Gv 3,1-8)

Sconfinamenti…

 

    La notte di Nicodemo… una notte nella quale non fatichiamo a riconoscerci. Notte fatta di paura e di coraggio, fatta di consapevolezza ma anche di ingenuità, fatta di chiarezza come pure di curiosità. Proprio come tante nostre notti fatte di contraddizioni, notti nelle quali ci ritroviamo al contempo timorosi e coraggiosi, inconsapevoli e lucidi, innamorati e distanti.
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II DOMENICA DI PASQUA - domenica 1 maggio 2011

(At 2,42-47; 1Pt 1,3-9; Gv 20,19-31)

Oltre il nostro Dio…

 

    Giorno di contrasto quel giorno dopo il sabato. Tutto era cominciato al mattino in un giardino in cui un sepolcro era stato spalancato e tutto termina in una casa, di sera, con una porta sprangata. Quel mattino in quel giardino una pietra era stata tolta, quella sera, invece, in quella casa era stato usato un catenaccio. Il giorno era cominciato con la morte ormai vinta e termina con la paura che ha la meglio su tutto. Questa paura ha anche un nome: paura dei giudei, paura, cioè, di chi aveva messo a morte la speranza mentre crocifiggeva il loro maestro. Quante cose mettono a morte la nostra speranza!
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Venerdì dell'Ottava di Pasqua - venerdì 29 aprile 2011

(At 4,1-12; Gv 21, 1-14)

Ricominciamenti…

 

    Una pagina dalla quale io mi sento riletto. Sembra proprio il racconto di una giornata molto qualsiasi, di quelle nel segno della normalità. E il Risorto è nella normalità. Qui non siamo più nel cenacolo. Il racconto ci riconduce nel luogo del lavoro là dove le cose che si dicono non hanno certo il carattere sacro di quelle che possiamo scambiarci in un luogo come questo. Sono cose comuni: Io vado a pescare, veniamo anche noi con te. Non solo le parole ma anche le azioni sono quelle comuni di ogni giorno: uscire di casa, salire sulla barca, gettare le reti, tornare a riva. Sono simboli dietro i quali è riletta tutta la nostra esistenza.
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Giovedì dell'Ottava di Pasqua - giovedì 28 aprile 2011

(At 3,11-26; Lc 24,35-48)

Il graduale cammino della fede…

 

    Un brano, quello di oggi, che ci restituisce la sorpresa della gradualità. E’ lento il cammino della fede! Fa fatica a depositarsi nel cuore dei discepoli la certezza della risurrezione di Gesù.
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Mercoledì dell'Ottava di Pasqua - mercoledì 27 aprile 2011

(At 3,1-10; Lc 24,13-35)

Solo un attimo…

 

     Quest’oggi ci facciamo pellegrini anche noi sulle strade della vita. Pellegrini, tuttavia, che incrociati dal quel viandante che è il Signore Gesù si lasciano ammaestrare anzitutto su un aspetto tra i tanti che, pure, questa pagina racchiude. Non è possibile dire, infatti: il Signore è risorto, se prima non abbiamo accompagnato come Gesù, uomini e donne lungo il cammino della vita, lungo strade su cui scende la sera, se prima non siamo stati in ascolto, come fa Gesù, dei loro discorsi sulla drammaticità di quanto è accaduto o sta accadendo, se non abbiamo portato con loro il peso, a volte devastante, della disperazione che ti prende al cuore quando ti viene strappato un sogno in cui avevi creduto: i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l'hanno crocifisso, se prima non abbiamo misurato sul volto tutta la tristezza di quel noi speravamo, una speranza senza futuro.
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Lunedì dell'angelo - lunedì 25 aprile 2011

(At 2,14.22-33; Mt 28,8-15)

Un Dio che veglia…

 

     In questa Pasqua ho rivolto al Signore questa preghiera-augurio: “Concedimi Signore di “fare Pasqua” passando dal voler imbalsamare il corpo morto del mio passato al riconoscere i segni del nuovo che già germoglia in me”. Perché? Perché la vicenda di Gesù, la vicenda di Pasqua è lì a ricordarci che c’è il rischio di accostare la vita con una sorta di lettura delle cose a metà. Ci ritroviamo sovente come sommersi dal buio, come se stessimo attraversando una lunga interminabile notte. E quello che più ci rammarica è il fatto che a Dio sembra non importare nulla di questo buio e di questa notte. Ma la Pasqua viene proprio a ricordarci che la nostra fede e la nostra speranza nascono dalla certezza che Dio veglia sulle nostre notti.
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DOMENICA DI PASQUA - domenica 24 aprile 2011

(At 10,34.37-43; Col 31-4; Gv 20,1-9)

Solo l’amore conosce…

 

     Come vorresti celebrare la Pasqua? È la domanda che sento affiorare dalla ricca liturgia di questo giorno di festa. Vorrei
 celebrarla
 con 
il
 cuore
 di
 Maria
 di
 Magdala.

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Veglia pasquale - sabato 23 aprile 2011

(Mt 28,1-10)

Come le donne…

 

    Lo abbiamo accompagnato nel suo percorso di consegna alle mani del Padre mentre veniva consegnato a quelle degli uomini. Ci siamo fatti compagni di cammino di Giuda e con lui abbiamo riconosciuto di essere soltanto dei poveri uomini; ci siamo poi riconosciuti in Pilato per la cui indifferenza l’acqua nel catino è sempre a temperatura giusta; ci siamo rivisti in Pietro, il discepolo che riserva per sé sempre una via di sicurezza; ci siamo rispecchiati in Simone di Cirene, colui che impara a seguire Gesù per amore dopo averlo fatto per forza; ci siamo riletti nella Veronica, il cui gesto di asciugare il volto dona una brezza di gratuità in un momento drammatico; ci siamo riconosciuti ancora in Giovanni, l’amico che resta accanto anche quando l’altro dovesse toccare il livello più basso; ci siamo messi alla scuola di Maria per apprendere cosa significhi resistere continuando a mettere al mondo la vita quando tutto parla di morte. Forse siamo convinti che questo possa bastare per esprimere il nostro compianto nei confronti del Signore.
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Venerdì Santo - venerdì 22 aprile 2011

(Is 52,13-53,12; Eb 4,14-16; 5,7-9; Gv 18,1-19,42)

Quest’uomo…tanto diverso…

 

    Era davvero soltanto uno dei poveri cristi che sono sulla terra quell’uomo che spira dopo aver emesso un forte grido? Ho provato a chiederlo ad alcuni dei personaggi che fanno la loro comparsa mentre si consuma per Gesù una fine ignominiosa, quella inferta a un malfattore.
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Venerdì Santo - Via Crucis - venerdì 22 aprile 2011

Giovanni e Maria…

 

     Abbiamo ripercorso il cammino di Gesù accostando alcune delle figure che nelle ultime ore della sua vita hanno avuto a che fare con lui: Giuda, Pilato, Pietro, Simone di Cirene, la Veronica. Le abbiamo lasciate parlare. Ora vorrei dare la parola al discepolo che Gesù amava e poi a Maria, la madre di Gesù.
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Giovedì Santo - giovedì 21 aprile 2011

(Es 12,1-8.11-14; 1Cor 11,23-26; Gv 13,1-15)

Noi, discepoli amati…

 

    Storia di consegne quella sera nel cenacolo: Dio si consegnava all’uomo per amore, l’uomo consegnava l’amico per meschinità. Eppure, proprio questo rivela in maniera sorprendente la profondità dell’amore di Gesù. A colui che sta per consegnarlo Gesù si consegna con un amore ancora più forte.
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Mercoledì Santo - mercoledì 20 aprile 2011

(Is, 50,4-9; Mt 26, 14-25)

Una sequela parallela…

 

Nel cuore della cena l’annuncio del tradimento. Ci sorprende da una parte e ci consola dall’altra il fatto di sapere che Gesù quella sera si consegnava ad un gruppo di discepoli con le loro riconosciute debolezze e con i loro confessati tradimenti. Si consegnava pur sapendo che quelle mani non erano certo affidabili. Chi di noi lo avrebbe fatto? Noi non ci consegneremmo. Se non abbiamo la garanzia della affidabilità piuttosto non ci esponiamo. Sta qui la vera esposizione dell’Eucaristia. Noi ne abbiamo inventato un’altra tra ceri e fiori sull’altare, ma la vera esposizione è l’esporsi, il suo porsi fuori consegnandosi. Lui, il Signore, ridotto a una cosa. C’è da domandarsi se anche noi non perpetuiamo questa manipolazione del sacramento là dove viviamo dei riti ma non degli incontri.

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Martedì Santo - martedì 19 aprile 2011

(Is, 49,1-6; Gv 13,21-33.36-38)

Ed era notte…

 

    Siamo nel cuore della cena e in una scena che prospetta l’esatto contrario di quanto è appena accaduto: all’amore e al servizio del maestro si oppongono la menzogna e l’infedeltà dei discepoli, molto ben significata da quell’”Era notte”.
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Lunedì Santo - lunedì 18 aprile 2011

(Is, 42,1-7; Gv 12,1-11)

A lezione da una donna…

 

     Più volte il vangelo narra di un Gesù a lezione dalle donne. Una di queste circostanze in cui ritroviamo Gesù alla scuola di una donna è proprio nella casa di Betania là dove apprende che cos’è lo spreco dell’amore.
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DOMENICA DELLE PALME - domenica 17 aprile 2011

(Is 50,4-7; Fil 2,6-11; Mt 26,14-27,66)

Il possibile riscatto…

 

     Che senso ha riascoltare ogni anno la Passione del Signore Gesù? Cos’ha da spartire con noi che sperimentiamo non poca fatica a ritenere come pagine di senso quelle che non poche volte ci tocca scrivere mentre veniamo messi a dura prova da una malattia, una morte, un tradimento, un’incomprensione, un abbandono, una sfiducia immeritata? In quei frangenti a noi pare che nulla abbia senso: la vita, la morte, gli affetti, i legami, Dio. Nulla.
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Mercoledì della V settimana di Quaresima - mercoledì 13 aprile 2011

(Dn 3,14-20.46-50.91-92.95; Gv 8,32-41)

 Liberi… perché veri …

 

Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero.

     Gesù è venuto a rivelare a ognuno di noi chi siamo e che cosa valiamo. È venuto a rivelarci la nostra identità più profonda: quella di figli amati chiamati a diventare sempre più simili al proprio Padre a immagine di lui, il Figlio.
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Lunedì della V settimana di Quaresima - lunedì 11 aprile 2011

(Dn 13,1-9.15-17.19-30.33-62; Gv 8,1-11)

 Impenetrabili…

 

     Un racconto che inquieta, questo dell’adultera. Siamo a Gerusalemme, siamo in uno spazio sacro, il tempio, durante la celebrazione di una festa religiosa, con i rappresentanti della più pura ortodossia. Eppure non c’è incontro. Anzi, c’è scontro. La gente che onora Dio usa le pietre del tempio per ridurre al silenzio colui che Dio stesso ha inviato.
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Battesimo Alessandro Bergallo - domenica 10 aprile 2011

    Mi verrebbe da domandare a Riccardo e Anna: perché la scelta del battesimo? Che cosa rappresenta per la vostra vita? Che senso può avere? La domanda è d’obbligo perché credo non sfugga a nessuno che quello che stiamo per compiere non è solo un rito o una cerimonia per quanto suggestiva.
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V DOMENICA DI QUARESIMA - domenica 10 aprile 2011

(Ez 37,12-14; Sal 129; Rm 8,8-11; Gv 11,1-45)

Se credi…

 

     Tutto era cominciato un giorno quando alla domanda di due discepoli: Maestro, dove abiti? Gesù aveva risposto: Venite e vedrete. E noi con loro abbiamo provato a mettere i nostri passi sulle sue orme, abbiamo condiviso con lui un buon tratto di strada, abbiamo gustato la gioia della sua presenza ma la nostra strada – ahimè – sembra essere sempre una strada senza uscita allorquando la nostra o l’altrui morte finisce per farci concludere: Signore, vieni a vedere… quasi a voler misurare una volta di più l’inutilità di quell’essere stati con lui. Quanto realismo in quel Signore, vieni a vedere!
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Mercoledì della IV settimana di Quaresima - mercoledì 6 aprile 2011

(Is 49,8-15; Gv 5,17-30)

 Amati …

 

    Presi per mano e condotti alla grande verità che sta a fondamento di tutta la nostra esistenza: “Il Padre ama il Figlio”; Isaia lo aveva già preannunziato:“…io invece non ti dimenticherò mai”. Nel cuore stesso della vita di Dio tutta l’attenzione e tutta la preoccupazione è quella di mettere l’altro al primo posto.
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IV DOMENICA DI QUARESIMA - domenica 3 aprile 2011

(1Sam 16,1.4.6-7.10-13; Sal 22; Ef 5,8-14; Gv 9,1-41)

Di fronte alla luce…

 

Il brano evangelico di questa domenica ci consegna in contemporanea una storia di luce e una storia di ombre. Storia di luce, quella del cieco dalla nascita, che approda appunto da un buio durato tutta la vita alla luce. Storia di buio, quella dei farisei, sempre più inghiottiti dal buio, sempre più ciechi. Storia di contrasti, appunto, contrasti insanabili.

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Martedì della III settimana di Quaresima - martedì 29 marzo 2011

(Mt 18, 21-35)

 Senza misura …

 

    Ascoltando una pagina evangelica come quella odierna viene spontaneo concludere: lasciamo perdere. Questo è un vangelo da Dio, non da uomini. Già, un vangelo da Dio. Così fa Dio. Ma così è chiamato a fare anche l’uomo: “Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro celeste”. Sta qui il senso della vita cristiana: nell’esercizio concreto di un perdono che diventa l’annuncio più vero della paternità-maternità di Dio. Come è possibile perdonare?
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III DOMENICA DI QUARESIMA - domenica 27 marzo 2011

(Es 17,3-7; Rm 5,1-2.5-8; Gv 4,5-42)

 Attorno a un pozzo …

 

    Attorno a un pozzo... nel luogo di un bisogno riconosciuto e confessato accade che gli estremi si tocchino. L’estremo di una donna simbolo dell’abiezione più grande in quel contesto storico (anzitutto per il solo fatto di essere donna, poi per essere una donna samaritana, cioè religiosamente impura,  e poi per essere una di quelle, come noi diremmo) e l’estremo di Dio, sorgente dell’acqua che zampilla per la vita senza fine, che non teme di avere a che fare proprio con quella donna e si ferma proprio per lei.
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